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Lucca

Satti: «Il centro attira stranieri del nord»

Satti: «Il centro attira stranieri del nord»

Il titolare della Essegi Immobiliare intravede segnali di ripresa grazie anche ai turisti stranieri che si innamorano della città

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LUCCA. Eppur si muove. I numeri disegnano un quadro del mercato immobiliare lucchese non certo esaltante, stretto tra valori in caduta libera e transazioni che ristagnano. Ciò nonostante, chi da una vita si trova a operare sul territorio, ci racconta di qualche timido sprazzo di luce. Anche se l’alba della ripresa resta lontana.

Giuliano Satti, titolare della Essegi immobiliare, prova a pensare positivo e racconta di una situazione che pur restano drammatica, offre segnali incoraggianti. «Rispetto al 2008 i prezzi sono calati drasticamente, in alcuni casi anche del 50% – racconta – Diciamo che in media si è scesi del 25-30%. I numeri dell’Omi sono utili a capire qual è lo scenario in cui ci muoviamo, ma bisogna saperli leggere, tenendo presente che ogni casa ha la sua storia, i suoi pregi e i suoi difetti. Il centro storico è sicuramente la zona più colpita dai ribassi, ma forse in passato c’erano state quotazioni iniziali fuori mercato. Quotazioni che poi scendevano in fase di trattativa. Inoltre, bisogna vedere se i volumi degli immobili sono al netto o al lordo dei muri: in alcuni vecchie case, ad esempio, si possono trovare pareti profonde un metro e questo fa si che il volume netto passi da 140 a 80 metri quadrati. E ciò ovviamente influisce sul prezzo al metro».

Proprio il centro storico è una delle zone che secondo Satti dà segnali di ripresa: «In generale – spiega – finché non ci sarà l’assorbimento di tutto il patrimonio immobiliare disponibile è difficile pensare che possa esserci una ripresa. Anche perché i costruttori ormai, non hanno più alcuna convenienza a costruire: le case disponibili oggi sul mercato hanno prezzi inferiori a quelli che loro dovrebbero proporre per non rimetterci. Diciamo, però, che rispetto a sei mesi fa stiamo lavorando un po’ di più. Merito di una fascia alta di clienti, per l’80% stranieri. Si tratta di nord europei, belgi e olandesi che comprano su Lucca. Sono persone con grande disponibilità economica che decidono di venire a vivere qui o comunque di comprare casa. Spesso all’interno delle Mura. Tra loro vi sono anche dei grossi nomi della finanza europea: magari non sono noti al grande pubblico e vedendoli passeggiare per strada nessuno li riconosce ma sono persone piuttosto importanti». Lucca, dunque, piace alla gente che piace. O meglio, alla gente che conta. «Siamo favoriti da ciò che ci sta attorno – racconta Satti – A Firenze ormai i prezzi non sono confacenti a quello che offre una città invasa dai turisti. Mentre Pisa, al di là di piazza dei Miracoli, offre poco. Così a chi viene da fuori e si innamora dell’Italia non resta che Lucca: città bella, ricca di storia e vicina all’aeroporto. Questo tipo di clientela guarda alla qualità e alla bellezza più che al prezzo. Non devono ricorrere neppure alle banche. Spendono in media da 300mila a 600mila euro per una bella casa nel centro. E per di più non sono attaccati come gli italiani al posto macchina». Accanto a questi ci sono anche altri tipi di clienti, che si stanno facendo vivi sul mercato: «Sono quelli interessati alle ville delle colline lucchesi – spiega Satti –In questa tipologia ci sono gli speculatori (sempre meno numerosi, visto che ormai il mattone non è più un bene rifugio) e quelli che invece si comprano la villa per passarvi la stagione estiva. Anche qui parliamo di stranieri, pronti a spendere 2-3 milioni di euro. Intendiamoci: non è che ogni settimana ci capitano affari di questo genere, ma 2-3 l’anno riusciamo a piazzarli».

Le transazioni, invece, per quel che riguarda la fascia delle abitazioni medie sono stabili: «Crisi a parte i lucchesi sono sempre benestanti – continua Satti – Ma nonostante quello che dicono le banche, per accendere un mutuo ci vogliono garanzie e condizioni che non tutti sono disposti ad accettare. Per cui, se prima per le giovani coppie comprarsi casa era quasi naturale, oggi molti preferiscono andare in affitto. Tant’è che quello delle locazioni è un mercato che ha tenuto meglio rispetto a quello delle compravendite. Chi non riesce a vendere affitta? Sì, può capitare. Diciamo però che molti proprietari di case vuote, se possono, preferiscono affittare ai turisti per i quattro mesi della stagione estiva. In questo modo non rischiano di trovarsi in casa per lungo tempo persone che possono sempre riservare brutte sorprese. Per di più riescono ad avere una rendita buona: affittandola settimanalmente i prezzi si alzano (si arriva anche a 600 euro) e un guadagno c’è».

Proprio il mercato delle strutture ricettive offre qualche scossa: «Negli ultimi tempi – conclude il titolare della Essegi – molte delle ville che si trovano a ridosso delle Mura sono state prese in affitto per essere trasformate in B&b da 5-6 camere. I gestori pagano un canone di 5-6mila euro al mese e, visto l’incremento del flusso turistico, riescono a fare buoni affari». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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