Il Tirreno

Lucca

Torrente inquinato Scoperti gli autori

di Nicola Bellanova
Torrente inquinato Scoperti gli autori

Nel Loppora il gasolio di una cisterna vicina all’argine Intanto è scattato anche il divieto di pesca nel ruscello

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BARGA. Trovato il responsabile dello sversamento di liquami e scarti di idrocarburi di pochi giorni fa nel torrente Loppora, a Fornaci di Barga. L’inquinamento era stato causato dall'incauto comportamento di un privato proprietario di un terreno nei pressi dell'argine del corso d'acqua. Questa la conclusione alla quale sono giunti gli inquirenti, dopo che il sindaco Marco Bonini ha disposto il divieto di utilizzare il corso d'acqua anche a scopi irrigui.

Nel frattempo però, nonostante la situazione nel tratto dagli ex Macelli fino all'imbocco col Serchio sia migliorata, restano i problemi dei cattivi odori. E così mercoledì, in via d'urgenza, il primo cittadino ha emesso una nuova ordinanza in cui si vieta anche la pesca su quel corso d'acqua.

A seguito di numerose segnalazioni dei cittadini, infatti, sono intervenuti sul posto personale della polizia municipale, dell'Arpat, della polizia provinciale, dei vigili del fuoco e dell’Asl Lucca 2. Dopo sopralluogo e prelevamento di campioni, è stata definita la pericolosità della zona, soprattutto a causa delle emissioni.

Alla fine è arrivata l’ordinanza, un provvedimento che riveste un carattere di urgenza e che non ha una scadenza precisa. Sicuramente, bisognerà aspettare i rilievi dell'Asl e dell'Arpat, e non è detto che i risultati siano soddisfacenti. Il gasolio proveniva, a quanto si legge dai verbali affissi all’albo pretorio del comune di Barga, da una cisterna di una abitazione privata di Loppia.

Per porre un arginare all’emergenza, subito dopo la segnalazione del problema da parte di alcuni cittadini allarmati per le chiazze d’olio e il cattivo odore che si levava dal torrente, il Comune aveva dato incarico a una ditta specializzata di porre barriere adeguate antiinquinamento, anche per evitare che il gasolio arrivasse fino al fiume Serchio, di cui il Loppora è un affluente.

Intanto, tornando all’ultima ordinanza, nel provvedimento si impone ai proprietari di procedere entro 10 giorni alla rimozione della cisterna, all’accertamento di eventuali situazioni di contaminazione del suolo e delle aree immediatamente adiacenti, alla bonifica del sito, il tutto attraverso una ditta in possesso dei requisiti necessari per questo tipo di operazioni.

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