Il Tirreno

Lucca

Gang rapina portavalori

di Luca Tronchetti
Gang rapina portavalori

Commando armato e mascherato s’impossessa di 70mila euro di preziosi

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MONTECARLO. Un commando di professionisti con basista in zona capaci di pianificare nei minimi dettagli la rapina dopo che, meno di tre mesi fa, il rappresentante orafo era sfuggito per miracolo ad un analogo destino. Malviventi capaci di «gestire» al meglio e quindi senza sparare, nonostante fossero armati, una situazione complicata per la presenza nella macchina del portavalori di un bimbo di 10 anni e per l’intervento di un abitante della zona sceso in strada per cercare di aiutare la vittima dell’agguato. Adesso gli inquirenti hanno a disposizione due auto e la testimonianza di Marco Tintori, 45 anni, il rappresentante di preziosi, per cercare di arrivare alla gang che è fuggita con un campionario di monili del valore di 70mila euro. Ma se, come appare probabile, i banditi hanno usato guanti ed evitato con cura di lasciare tracce non sarà facile per i carabinieri arrivare agli autori di questa azione criminale che ha sconvolto il paese di Montecarlo.

LA SEQUENZA. La famiglia Tintori, molto conosciuta e stimata, abita nel centro di Montecarlo. Come ogni mattina il rappresentante prima di andare a lavoro accompagna il figlio alla scuola elementare. Esce di casa alle 7,35 e sale con il bambino sulla sua Golf dove nel bagagliaio chiuso ermeticamente a chiave tiene la valigetta 24 ore con i preziosi. L’automobilista percorre alcune centinaia di metri sino all’uscita del paese quando si trova in località San Piero, precisamente all'incrocio denominato delle quattro strade fra via di Valico, via della Contea, via del Marginone e la strada provinciale. Il luogo designato dai pendolari del crimine per compiere l’agguato. Sono in quattro i malfattori: volto travisato da cappelli, cappucci e sciarpe. E sono al volante di due vetture. Una Mercedes SW grigiometallizzata e, probabilmente, una Ford Focus. Di fatto bloccare la Golf del rappresentante orafo è un gioco da ragazzi. Come nei più classico dei film polizieschi la Mercedes taglia la strada all’incrocio, l’altra vettura si pone dietro la berlina tedesca per impedirne la fuga a marcia indietro. LA RAPINA E LE BOTTE. Mancano pochi minuti alle 8 e tre dei malviventi scendono dalle due vetture. Uno è armato di pistola, un altro di mazza da baseball. Sono attimi di puro terrore. Tintori riesce a mantenere il sangue freddo necessario per gridare al suo bambino di uscire dall’abitacolo e scappare verso casa. Lui esegue e corre veloce con il cuore in gola in direzione di Montecarlo. Il commando si disinteressa completamente al piccino, ma di peso trascina fuori dalla Golf il rappresentante. Iniziano a colpirlo con schiaffi e calci anche quando lui è a terra. Francesco Capocchi, che abita proprio nella casa che si affaccia sulla strada, sentendo le grida disperate provenire da sotto scende di corsa e inorridisce. D’istinto vorrebbe reagire, ma il bandito con il bastone si avvicina, lo minaccia e lo costringe a stare lontano.

LA FUGA E LE INDAGINI. Sono passati due minuti. Il portavalori è sdraiato sull’asfalto, ma si rifiuta di aprire il portabagagli. Alcuni rapinatori allora abbandonano la Mercedes con targa estera - che risulterà rubata d’estate in Umbria e che da tre mesi a questa parte era stata tenuta nascosta chissà dove proprio per compiere l’azione criminosa - e salgono sulla Golf di Tintori partendo a forte velocità assieme all’altro complice che durante l’azione era rimasto alla guida dell’altra vettura (Focus?). Sono le 8 e due minuti quando dal cellulare del rappresentante orafo partono le chiamate alle centrali operative di carabinieri e polizia. Con loro anche un’ambulanza che trasporterà al pronto soccorso dell’ospedale Marco Tintori (ecchimosi al volto e contusioni al costato) e il suo bimbo (stato di choc). Attraverso il sistema satellitare installato sulla vettura del rapinato in meno di un’ora i carabinieri, guidati dal maggiore Affinito, ritrovano la Golf appena rubata. È in via delle Querce nel comune di Fucecchio. Il portabagagli è forzato e i 70mila euro di campionario spariti con i malviventi forse una gang albanese o romena con basista in zona in grado di conoscere gli spostamenti e gli orari del portavalori.

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