Il Tirreno

Lucca

Moto contro furgone, muore a 24 anni mentre va al lavoro

di Luca Cinotti
Moto contro furgone, muore a 24 anni mentre va al lavoro

Violentissimo scontro sulla via del Brennero poco dopo le 7 La vittima era dipendente della caffetteria Turandot

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LUCCA. Il sogno di Kristian, quello del matrimonio fra pochi mesi e di una vita da vivere serenamente nel Paese che lo ospitava ormai da tanti anni, si è spezzato ieri mattina lungo la via del Brennero. Una strada micidiale, che ancora una volta richiede il suo tributo di sangue e che questa volta si è preso il volto sorridente di Kristian Paloka, 24enne originario dell’Albania ma da tempo residente a Marlia, finito con la sua motocicletta contro un furgoncino.

Agli operatori del 118 arrivati in pochi minuti sul posto con l’automedica e un’ambulanza è bastato poco più di un’occhiata per capire che per il giovane non c’era niente da fare. Troppo gravi i traumi nello scontro avvenuto poco dopo le 7: l’immagine della motocicletta, una Honda 700, spezzata in due e finita sul poggio del fiume testimonia la violenza dell’impatto.

Secondo la ricostruzione della polizia stradale, intervenuta sul luogo per i rilievi, Kristian stava procedendo in direzione di Lucca. Si stava recando in centro, dove lavorava al bar caffetteria “Turandot”, all’angolo fra piazza San Michele e via Calderia. Il luogo dell’incidente è il rettilineo che si trova dopo l’incrocio che porta alla chiesa di San Pietro a Vico (arrivando da Ponte a Moriano) e prima della nuova rotonda dell’Acquacalda.

L’altro mezzo coinvolto è un furgoncino Renault, guidato da Pietro Della Santa, un 51enne anch’egli residente nella zona. Della Santa era appena stato da un amico che vive proprio lungo la via del Brennero per prendere un carrellino da agganciare al furgone: all’interno il materiale per partecipare a una gara di kart a Cecina, disciplina che Della Santa pratica da tempo.

La ricostruzione di quello che è avvenuto dopo, oltre che ai rilievi della stradale, è affidata al racconto che Della Santa fa, ancora in stato di choc, attorniato da alcuni amici: «Prima di effettuare la mia manovra ho controllato sia a destra che a sinistra, proprio per verificare che non arrivasse nessuno».

Chi transita spesso sulla via del Brennero, specialmente in questo tratto stretto fra gli alberi e l’argine del fiume Serchio, sa infatti che gli incidenti sono sempre dietro l’angolo, visto il grande traffico e la scarsa visibilità, anche a causa delle piante. Il guidatore del furgoncino, convinto che nessuno fosse in arrivo, ha iniziato la manovra, svoltando a sinistra, verso Lucca: nella stessa direzione, quindi, dello sfortunato motociclista.

«A un certo punto - prosegue il racconto di Della Santa - ho sentito un urto nella parte posteriore del furgone. All’inizio ho creduto di essere stato colpito da un ramo di un albero. Sono sceso per controllare e ho visto il povero ragazzo finito a terra». Proprio Della Santa è stato il primo a chiedere l’aiuto del 118, purtroppo inutile.

Ora le sue dichiarazioni che saranno vagliate dal magistrato di turno, Aldo Ingangi, e dalla stradale. Che - fra le varie ipotesi - lavora anche su quella di una velocità sostenuta della motocicletta, in un orario nel quale il Brennero era pressoché deserto.

Le operazioni di recupero dei mezzi coinvolti sono andate avanti per alcune ore, con gli uomini della stradale impegnati a regolare il traffico con un senso unico alternato, comunque assai scarso.

La notizia della morte del giovane si è presto diffusa nella cerchia delle sue conoscenze. In segno di rispetto per Kristian la caffetteria Turandot è rimasta chiusa per lutto per l’intera giornata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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