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Gasolio versato nel torrente Indagini in corso sulle cause

Gasolio versato nel torrente Indagini in corso sulle cause

L’inquinamento nel Loppora, il corso d’acqua che attraversa la zona industriale Ordinanza del sindaco per vietare l’uso dell’acqua nell’irrigazione dei campi

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FORNACI DI BARGA. Un'emergenza ambientale, e stavolta di grosse dimensioni, ha investito nelle ultime ore il fondovalle barghigiano. Ignoti, non si sa se volutamente o per imperizia, hanno lasciato sugli argini del torrente Loppora (corso d'acqua che, partendo da Barga attraversa l'omonima zona industriale) alcuni fusti di idrocarburi, che hanno sversato sul corso d'acqua che sfocia poi nel Serchio. Il sindaco di Barga, Marco Bonini, ha subito emesso, ieri mattina, un'ordinanza in cui, a scopo precauzionale, si fa divieto di utilizzo a scopo irriguo delle acque del Loppora nel tratto compreso fra il Cimitero di Loppia e lo sbocco dello stesso corso nel Fiume Serchio. Questo fino alla revoca del provvedimento che, comunque, non ha una scadenza determinata.

Una situazione critica, che ha richiesto maniere forti, al punto che, nell'ordinanza del sindaco, si limita la permanenza all’aria aperta di bambini e anziani. Pur essendo ancora in corso le analisi dei campioni, pare che si tratti di gasolio versato in quantità sì limitata, ma tale da imporre misure straordinarie. Il punto incriminato, quello più a rischio, è il tratto del torrente compreso fra il fabbricato ex Macelli in Loppia e il bivio fra la strada provinciale di Loppia e via Guido Rossa, alla periferia di Fornaci di Barga. In sostanza, un territorio ampio che arriva a toccare anche la Sr445 all'altezza dell'inizio di Ponte all'Ania: «Venerdì sera abbiamo ricevuto molte segnalazioni dai cittadini – dice l'assessore all'ambiente Giorgio Salvatici – e ci siamo mossi secondo le procedure. Le analisi e le indagini sono ancora in corso, e non si può dire se si tratti di comportamento doloso, oppure sia stato frutto di una leggerezza».

Nella notte tra venerdì e sabato sono arrivati i Vigili del fuoco del distaccamento di Pontardeto per monitorare la situazione e dopo l'atto del sindaco Bonini è partita la procedura. Nel pomeriggio di ieri i tecnici dell'Arpat sono giunti in zona, prelevando campioni di acqua che saranno analizzati per capire che tipo e quantità di materiale si sia riversato nel fiumiciattolo. Perciò, per i possessori di terreni lungo la Loppora, per qualche giorno non sarà possibile alimentare i campi: «Nelle aree limitrofe al corso d’acqua non sono presenti sorgenti e prese d’acqua a uso potabile – continua Salvatici – e quindi non ci sono pericoli per le abitazioni. Si sta lavorando per capire le cause dell’inquinamento, e poi le autorità prenderanno i provvedimenti necessari».

Un caso diverso, ma altrettanto importante, rispetto a quello di qualche settimana fa, quando l'area di Fornaci Vecchia fu colpita dall'inibizione di uso di acqua potabile per alcuni batteri.

Nicola Bellanova

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di Redazione web