Gioco
I sindaci: chiarezza sull’ospedale unico
Gli amministratori della Mediavalle chiamano in causa l’assessore regionale: «Il progetto è ancora valido o no?»
BORGO A MOZZANO. I sindaci della Mediavalle (Barga, Bagni di Lucca, Borgo a Mozzano, Coreglia e Pescalia) rimandano alla nuova amministrazione regionale la scelta dell'ubicazione dell'ospedale unico e di un progetto di potenziamento e riqualificazione dell'assistenza sanitaria, il cui decadimento è fonte di profonda preoccupazione.
Nell'ordine del giorno votato all'unanimità al termine della seduta alla quale erano, oltre agli amministratori comunali, 47 consiglieri (20 gli assenti), si ricorda la mancanza di accordo tra tutti i sindaci della Valle e della Garfagnana sulla ubicazione del nuovo ospedale unico che garantisca un salto di qualità nelle prestazioni, e si insiste sulla necessità di un vero piano di riorganizzazione sanitaria. In sostanza i sindaci invitano la giunta regionale a valutare se possa essere ancora contemplato un assetto ospedaliero e territoriale in grado di prevedere la realizzazione di un nuovo ospedale ubicato in una posizione geografica che possa assicurare una offerta di servizi e posti letto adeguata ai bisogni della Valle. Ricordiamo, infatti, che il piano della Regione prevede la costruzione della struttura a Piano Pieve.
In vista dell'incontro con il nuovo assesore alla sanità, Saccardi, i sindaci della Valle hanno deciso di sospendere l'applicazione del piano precedente per costruire con la Regione un progetto condiviso di lungo periodo sull'offerta di salute, che inserisca nella rete ospedaliera regionale il presidio della Valle del Serchio e realizzi una rete territoriale e delle strutture per le cure post-acute, con particolare attenzione agli standard qualititativi. I cinque Comuni chiedono anche che vengano mantenuti gli attuali livelli di accesso ai servizi da garantire con la presenza del personale necessario e di strutture adatte, in grado di far cessare le carenze attuali.
I sindaci ritengono anche fondamentale il processo di integrazione tra i servizi offerti dagli ospedali di Barga e Castelnuovo, con un potenziamento dell'emergenza-urgenza e la presa in carico di patologie croniche. Nella riunione si sono sprecati gli appelli a fare squadra e superare i campanilismi, anche per avere maggior potere contrattuale nei confronti della Regione. Tra i sindnaci, quello di Bagni di Lucca, Massimo Betti ha sostenuto tuttavia con franchezza che non vede realistico sperare nella prosecuzione dell'attività ospedaliera nei due presidi di Barga e Castelnuovo, e ha ribadito la necessità di un unico ospedale ubicato in una posizione baricentrica nell'intera Valle.
Tra i consiglieri, l'esponente di minoranza a Barga, Umberto Sereni, si è di nuovo schierato a spada tratta in difesa dell'ospedale di Barga, sostenendo peraltro la necessità di una piena efficienza sia di Barga che di Castelnuovo, presidi che a suo giudizio andrebbero potenziati. Molto critico con la gestione della sanità da parte di Asl e Regione è stato anche il consigliere di opposizione a Bagni di Lucca, Marco Pelagalli (medico di base), il quale nota un graduale peggioramento nell'assistenza nei due ospedali che a suo giudizio stanno funzionando in modo non accettabile con carenze per la rianimazione, il punto nascita e le sale operatorie. Nel confronto è stata infine chiesta chiarezza sul potenziamento dei servizi di dialisi e oncologia, accanto ad uno stop dei trasferimenti che riguardano il personale e alla verifica delle carenze nei macchinari per garantire adeguata assistenza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
