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Lucca

firmato in prefettura

Appalti e servizi C’è il protocollo contro le infitrazioni

Appalti e servizi C’è il protocollo contro le infitrazioni

LUCCA. Dove girano i soldi si solleticano anche parecchi appetiti, e gli appalti pubblici non fanno certo eccezione. Anzi. Da sempre là dove si tratta di gestire un servizio o di assegnare la...

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LUCCA. Dove girano i soldi si solleticano anche parecchi appetiti, e gli appalti pubblici non fanno certo eccezione. Anzi. Da sempre là dove si tratta di gestire un servizio o di assegnare la costruzione di opera pubblica, i criminali si aggirano come avvoltoi, il tutto a danno dell'intera comunità (che quel servizio o quell'opera la paga e la usa).

Di leggi per cercare di arginare il fenomeno ne sono state fatte molte nel tempo, ma i furbetti trovano sempre un qualche modo per passare attraverso le maglie dei controlli. Adesso a Lucca si provano a rendere un po' più strette quelle maglie: ieri, in prefettura, è stato sottoscritto il protocollo d'intesa "per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici". A sottoscriverlo, alla presenza del sottosegretario all'Interno Domenico Manzione, il prefetto Giovanna Cagliostro e il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini.

Di che cosa si tratti l'ha spiegato il prefetto, in apertura. Il protocollo è una sorta di decalogo (che a breve verrà pubblicato sul sito della prefettura): «Si tratta di una decina di punti – ha detto Giovanna Cagliostro – impegni che riguardano sia la stazione appaltante, sia la ditta che si aggiudica l'appalto. All'interno sono compresi una serie di temi da quelli assicurativi a quello della sicurezzza sul lavoro e, aspetto importante, i controlli riguarderanno anche le ditte che si occuperanno delle forniture».

«Alcuni fatti accaduti anche nel recente passato – ha ripreso il sindaco Tambellini – evidenziano la necessità di evitare infiltrazioni non desiderate. Non dimentichiamoci che oggi il Comune ha opere appaltate per circa 40 milioni di euro, e ci teniamo a far sì che la vita pubblica sia il più trasparente possibile».

Lo stesso sindaco ha poi fatto alcuni esempi di come funzionerà il controllo. Per citarne uno nel caso di appalto assegnato a una ditta di un altra provincia da parte della prefettura lucchese partirà la richiesta di informazioni verso la prefettura del paese da cui proviene l'azienda. Un particolare importante riguarda i limiti economici al di sopra dei quali partirà, in automatico, il controllo: ogni appalto per un importo superiore ai 150.000 euro sarà sottoposto a verifica. Ma la cifra si abbasserà ancor di più al momento sui subappalti («Che rappresentano il momento più pericoloso», ha detto il sindaco): in quel caso l'accertamento scatterà per ogni lavoro o incarico dal costo superiore ai 50.000 euro. I controlli, come spiegato poi in una nota della stessa prefettura, saranno effettuati facendo riferimento al legale rapprentante, agli assetti societari e ai familiari conviventi.

Per il sottosegretario Manzione questo protocollo è importante sotto molti aspetti, per quello intrinseco(«Introduce i controlli su tutti i settori oggetto di affidamento, non solo sulle opere pubbliche, ma anche sugli appalti di servizi, e non solo contro le infiltrazioni mafiosi, ma anche contro la corruttela»), e perché dimostra l'importanza e l'efficacia della collaborazione tra prefetture ed enti locali. (l.s.)

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di Redazione web