Il Tirreno

Lucca

Pista ciclabile promossa ma si potrebbe migliorare

di Nicola Nucci
Pista ciclabile promossa ma si potrebbe migliorare

Viaggio lungo il sempre più frequentato percorso che attraversa Capannori Molti aspetti positivi, ma non mancano gli ostacoli e la segnaletica è da rivedere

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CAPANNORI. Sempre più cittadini usano la pista ciclabile che collega Lunata a Tassignano, passando per il centro di Capannori. Ed ormai non più solo nella bella stagione, tra crisi, caro-benzina, ma anche voglia di ecologia e piacere di una pedalata all'aria aperta. Muoversi sulle due ruote sta diventando uno stile di vita a Capannori, fortemente incentivato dalle amministrazioni che si sono succedute, con l'obiettivo di chiarato di arrivare entro una decina di anni a 90 chilometri. E mentre a Lucca si discute delle condizioni della ciclabile “Puccini” abbiamo fatto una “prova” su strada delle corsie riservate ai ciclisti da Capannori a Tassignano, tra edifici pubblici e culturali. Un giro fatto insieme a David Micheli, un cittadino che la percorre tutti i giorni per recarsi al lavoro. Il voto finale è buono, ma non manca qualche “neo” tra segnaletica sbiadita e qualche ostacolo da superare.

Lunata-Capannori. Partenza fissata all'inizio di via del Casalino, sulla Pesciatina, la nuova pista inaugurata nel marzo 2014, che porta fino a piazza Moro, davanti al municipio. «È il tratto di ciclabile più nuovo, che consente di percorrere una strada molto caotica con corsie ampie e abbastanze sicure – spiega Micheli – facendo attenzione all'incrocio con via Pieraccini». La pista poi si congiunge con piazza Moro e da lì si sbuca in via don Mei fino allo stop e riprende in via Colombini, arrivando all'intersezione con via del Popolo. Qui si registra una prima criticità: «È un piccolo tratto, ma viene percorso a doppio senso e la visuale è ridotta dalla curva stretta, ci vuole occhio». Dopodiché il percorso, all'altezza di piazza don Stefani, si innesta all'interno del parco con uscita di fronte alla chiesa e ricomincia in via Piaggia. «In questo caso la segnaletica andrebbe rifatta e servirebbe un cartello di direzione obbligatoria prima del bioparco, perché andando a dritto si abbandona la pista». Poi più nessuna interruzione.

Tassignano. Il terzo tratto prosegue in via Ghello fino a via del Casalino a Tassignano. «In via di Ghello c'è una corsia preferenziale molto piccola, che deve essere percorsa con cautela, poiché la carreggiata è transitata anche dalle auto che spesso invadono il percorso protetto, e c’è qualche tombino». Alla fine c'è la trafficatissima via Chelini che si attraversa grazie a un semaforo a chiamata molto veloce. Quindi la ciclabile si rimpicciolisce prima di entrare a Tassignano. «Questo è forse il punto più critico del tracciato – dice Micheli – la corsia è angusta e spesso occupata da vetture in sosta, e con un angolo buio all'incrocio con via Baccioni, dove bisogna prestare attenzione alle auto in senso inverso». Una volta superato l'incrocio si continua su un tratto sicuro e illuminato, migliorato di recente, che conduce al sottopasso ciclopedonale che si trova pochi metri dopo e che consente di superare il passaggio a livello arrivando comodamente ad Artemisia. A destinazione è il momento di un bilancio. «La pista ciclabile è promossa – commenta Micheli – soprattutto per la continuità del tracciato, a parte qualche interruzione, con la possibilità di spostarsi da Lunata a Tassignano in sicurezza. L'unico tratto debole è Tassignano, da fare con le dovute accortezze. Suggerimenti al Comune? Una rinfrescata alla segnaletica. L'invito comunque è di usare prudenza sia da parte di chi la usa che degli automobilisti».

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