Gioco
Pista ciclabile promossa ma si potrebbe migliorare
Viaggio lungo il sempre più frequentato percorso che attraversa Capannori Molti aspetti positivi, ma non mancano gli ostacoli e la segnaletica è da rivedere
CAPANNORI. Sempre più cittadini usano la pista ciclabile che collega Lunata a Tassignano, passando per il centro di Capannori. Ed ormai non più solo nella bella stagione, tra crisi, caro-benzina, ma anche voglia di ecologia e piacere di una pedalata all'aria aperta. Muoversi sulle due ruote sta diventando uno stile di vita a Capannori, fortemente incentivato dalle amministrazioni che si sono succedute, con l'obiettivo di chiarato di arrivare entro una decina di anni a 90 chilometri. E mentre a Lucca si discute delle condizioni della ciclabile “Puccini” abbiamo fatto una “prova” su strada delle corsie riservate ai ciclisti da Capannori a Tassignano, tra edifici pubblici e culturali. Un giro fatto insieme a David Micheli, un cittadino che la percorre tutti i giorni per recarsi al lavoro. Il voto finale è buono, ma non manca qualche “neo” tra segnaletica sbiadita e qualche ostacolo da superare.
Lunata-Capannori. Partenza fissata all'inizio di via del Casalino, sulla Pesciatina, la nuova pista inaugurata nel marzo 2014, che porta fino a piazza Moro, davanti al municipio. «È il tratto di ciclabile più nuovo, che consente di percorrere una strada molto caotica con corsie ampie e abbastanze sicure – spiega Micheli – facendo attenzione all'incrocio con via Pieraccini». La pista poi si congiunge con piazza Moro e da lì si sbuca in via don Mei fino allo stop e riprende in via Colombini, arrivando all'intersezione con via del Popolo. Qui si registra una prima criticità: «È un piccolo tratto, ma viene percorso a doppio senso e la visuale è ridotta dalla curva stretta, ci vuole occhio». Dopodiché il percorso, all'altezza di piazza don Stefani, si innesta all'interno del parco con uscita di fronte alla chiesa e ricomincia in via Piaggia. «In questo caso la segnaletica andrebbe rifatta e servirebbe un cartello di direzione obbligatoria prima del bioparco, perché andando a dritto si abbandona la pista». Poi più nessuna interruzione.
Tassignano. Il terzo tratto prosegue in via Ghello fino a via del Casalino a Tassignano. «In via di Ghello c'è una corsia preferenziale molto piccola, che deve essere percorsa con cautela, poiché la carreggiata è transitata anche dalle auto che spesso invadono il percorso protetto, e c’è qualche tombino». Alla fine c'è la trafficatissima via Chelini che si attraversa grazie a un semaforo a chiamata molto veloce. Quindi la ciclabile si rimpicciolisce prima di entrare a Tassignano. «Questo è forse il punto più critico del tracciato – dice Micheli – la corsia è angusta e spesso occupata da vetture in sosta, e con un angolo buio all'incrocio con via Baccioni, dove bisogna prestare attenzione alle auto in senso inverso». Una volta superato l'incrocio si continua su un tratto sicuro e illuminato, migliorato di recente, che conduce al sottopasso ciclopedonale che si trova pochi metri dopo e che consente di superare il passaggio a livello arrivando comodamente ad Artemisia. A destinazione è il momento di un bilancio. «La pista ciclabile è promossa – commenta Micheli – soprattutto per la continuità del tracciato, a parte qualche interruzione, con la possibilità di spostarsi da Lunata a Tassignano in sicurezza. L'unico tratto debole è Tassignano, da fare con le dovute accortezze. Suggerimenti al Comune? Una rinfrescata alla segnaletica. L'invito comunque è di usare prudenza sia da parte di chi la usa che degli automobilisti».
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