La protesta
In pensione il dottor Ballati 33 anni al servizio di Barga
Dagli inizi da medico della Marina Militare fino all’arrivo nel paese nel 1982 Tanti episodi da raccontare per l’uomo che è un’istituzione nel paese
FORNACI DI BARGA. Stavolta è tutto vero. Il dottor Daniele Ballati, per 33 anni storico medico di famiglia fornacino, ha lasciato il camice per godersi la pensione. Lo stimato professionista, fornacino doc, è andato in pensione da ieri, lasciando un bel po' di nostalgia e dispiacere nei suoi 1.500 assistiti nel'ambulatorio in via Repubblica. Assistiti provenienti dal comune di Barga e dalle zone limitrofe.
Un'istituzione, Daniele Ballati, stimato da tutti per la sua serietà, umanità e professionalità mostrata in tutti i casi, anche in quelli più delicati.
Laureatosi a Pisa nel 1976, si è poi specializzato all'Università di Modena, e dopo il giuramento di Ippocrate, la sua carriera è stata davvero un romanzo, con un lungo periodo, per lui, uomo di montagna, trascorso invece in mezzo al mare: «Dal 1976 fino al 1982 – racconta – ho fatto l'ufficiale medico nella Marina Militare, lavorando dapprima sull'incrociatore Audace e poi al Raggruppamento Incursori. Un periodo che ricordo sempre con piacere, ma volevo avvicinarmi a casa». E così, nel 1982 arriva la nomina comunale di medico condotto a Barga.
Un compito svolto mentre, contemporaneamente, ricopriva il ruolo di responsabile del reparto di medicina all'ospedale militare di La Spezia: «Ero un pendolare, alternandomi tra il reparto e l'ambulatorio di Fornaci, che era a casa mia. Poi, nel 1984, feci la scelta obbligata, restando un medico civile e avviando dunque la mia carriera qui in zona».
E il dottor Ballati, nel giro di pochi anni, conquista tutti, passando dai circa cinquecento pazienti iniziali, agli attuali (almeno fino a qualche giorno fa) millecinquecento. All'impegno di sanitario, dagli anni '90 Daniele Ballati ha unito anche altre passioni: è stato fondatore del Milan Club Fornaci (squadra di cui è tifosissimo), presidente per due mandati del Lions Club Garfagnana (e attualmente dirigente del sodalizio), e non sono mancati i viaggi in compagnia dei suoi amici storici.
In tanti anni di carriera, di aneddoti ce ne sarebbero a centinaia, ma un episodio gli è rimasto impresso: «Era il 1978 ed ero stato assegnato nell'estate a Piandelagotti, per una sostituzione – sorride – conoscevo i luoghi, ma a quell'epoca non c'erano servizi di ambulanza nella zona, e l'ospedale più vicino era a Modena. Ebbene, un capofamiglia mi chiamò d'urgenza perché voleva che lo assistessi nel parto della sua mucca. Il bello è che contemporaneamente stava per nascere in casa anche un bambino, e quindi fu una giornata “travagliatissima”».
Naturalmente, nessuna nostalgia di ricette, visite e commissioni tecniche: «Sinceramente non sentirò la mancanza del lavoro – conclude Ballati – perché ultimamente la professione del medico di famiglia è cambiata rispetto a quando ho iniziato. Ora c'è molta più burocrazia che medicina. E quindi farò volentieri il nonno, visto che ho un nipotino di tre anni e un altro che invece sta arrivando».
Arrivederci Daniele, nel tuo ambulatorio hai visto nascere, crescere e a volte purtroppo anche salutare tre generazioni di fornacini, e non solo.
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