Il Tirreno

Lucca

Pd, si scioglie il nodo Provincia

Pd, si scioglie il nodo Provincia

Venerdì si risolve la querelle tra versiliesi e lucchesi, poi Menesini darà le deleghe

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Silenzio e al lavoro. Passata la burrasca delle Provinciali, le diplomazie dei due Pd, quello versiliese e quello lucchese, sono all’opera per cercare di sistemare il pastrocchio combinato nel segreto delle urne durante le elezioni per palazzo Ducale. Venerdì, a Lucca, ci sarà l’incontro risolutivo tra le due direzioni, alla presenza del Regionale. Se gli impegni parlamentari lo permetteranno, sarà presente anche il segretario Dario Parrini. Intanto all’inizio della prossima settimana il neo presidente Luca Menesini assegnerà le deleghe ai suoi consiglieri, mentre il primo consiglio si terrà il 10 ottobre. Ma chi vi parteciperà, lo si saprà con certezza solo dopo l’incontro di venerdì.

La vicenda ormai è nota: prima delle elezioni del 20 settembre le due direzioni si erano accordate per distribuire i voti in modo omogeneo sui candidati da far eleggere. È bene ricordare che dopo la riforma Delrio le elezioni provinciali sono una consultazione di secondo livello, a cui sono chiamati a partecipare sindaci e consiglieri comunali. Nulla di strano, dunque, ma la sorpresa è arrivata con lo spoglio. I due territori avrebbero dovuto avere 4 rappresentanti a testa, invece, ci si è attestati sul 5 a 3 a favore di Lucca. Estromesso eccellente il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto, che molti già vedevano come vice presidente di Menesini. Evidentemente nel segreto dell’urna qualcuno non ha rispettato gli accordi.

Il giorno dopo il segretario del Pd versiliese Giuseppe Dati ha rivelato l’esistenza dell’accordo, reclamando le dimissioni di un lucchese per far posto a un versiliese. Un disvelamento che ha messo in imbarazzo il Pd. Tant’è che sulla vicenda è calato il silenzio e la decisione sul da farsi è stata affidata al segretario regionale.

Le voci di radio politica sui possibili dimissionari hanno indicato nell’ordine Enzo Giuntoli, Nicola Boggi, e (ultima ora), il sindaco di Porcari Alberto Baccini. Ma nessuna conferma arriva, almeno per quanto riguarda quest’ultimo. «Non credo che si dimetterà qualcuno – dice Baccini – Del Dotto? Mi spiace per lui. Di certo il Pd avrebbe dovuto proteggere meglio i suoi rappresentanti più autorevoli. Io stesso, se non mi fossi protetto da solo, avrei fatto la stessa fine...». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web