Sicurezza
Di corsa e senza paura «Lui era veloce, noi di più»
Il rapinatore-poliziotto è stato rincorso da un ragazzo ghanese e due dipendenti che sono riusciti a bloccarlo dopo un lungo inseguimento nelle strade limitrofe
LUCCA. Altro che Forrest Gump, Akuoko Collins ha corso più veloce. E non per scappare dai cattivi ma per inseguire uno di loro, quell’uomo col volto coperto da un cappuccio nero, che poco prima aveva puntato la pistola contro i cassieri del Conad di Sant’Alessio portando via quasi 4.000 euro.
Akuoko, 21 anni, immigrato dal Ghana due anni fa, era lì, ha visto tutto e non ci ha pensato due volte: «Non potevo lasciarlo scappare - ha detto - lui era veloce ma io lo sono stato più di lui». Ma certo Akuoko, arrivato in Italia passando dalla Libia, non poteva immaginare che quello che la sera si era trasformato in un rapinatore armato - quell’uomo che lui e due commessi del Conad hanno “braccato” per centinaia di metri prima dell’arrivo della polizia - di giorno vestisse proprio i panni del suo alter ego, quelli di un agente della Digos di Pisa.
«Davvero è un poliziotto? - si domanda incredulo Akuoko - ed è italiano e non straniero?No dai, non è possibile che succedano queste cose in Italia». E invece è proprio così, perché dietro quel passamontagna, si nascondeva un lucchese di 50 anni, Daniele Lama Trubiano, poliziotto attivo nella sezione investigativa della Digos che in passato si era occupato di antiterrorismo.
Una scoperta che ha lasciato di stucco non solo Akuoko, ma anche tutti i dipendenti del supermercato. E lo spavento per quanto accaduto soltanto la sera prima è sempre lì, fra quelle tre casse della paura.
Ieri i due dipendenti minacciati, Simone Giusti e Simone Romani, sono tornati subito al lavoro ma è impossibile per loro non ripensare a quei drammatici momenti.
Akuoko intanto, ripercorre il tragitto che lui, Simone Romani e un altro dipendente, Stefano Tolaini hanno fatto per rincorrere il rapinatore. «Dall’uscita del supermercato, l’uomo è scappato lungo via di Sant’Alessio in direzione Monte San Quirico - racconta Colin mentre ci accompagna fino al punto in cui il rapinatore è stato poi bloccato - , ha superato il bar Tambellini e poi ha svoltato a destra in via dei Dorini. Qui poi, dopo aver attraversato un prato, ha tagliato di nuovo verso via di Sant’Alessio. Lungo la corsa più volte si è girato puntandoci la pistola. Poi, appena ha attraversato la strada, finalmente siamo riusciti a raggiungerlo e a bloccarlo».
Il rapinatore è stato bloccato dunque a più di 500 metri dal supermercato, lungo una strada che di solito, durante il giorno, è molto trafficata ma che a quell’ora era ormai praticamente deserta. «L’abbiamo tenuto forte - racconta ancora Akuoko - lui si divincolava, cercava di liberarsi poi è intervenuta la polizia che l’ha portato via».
Una fuga durata quindi pochi minuti, che Daniele Lama Trubiano ha deciso di tentare a piedi - nonostante la sua auto fosse parcheggiata a pochi metri dal supermercato - forse per paura che la polizia potesse risalire alla sua identità dalla targa.
«Quando è entrato nel supermercato, ha detto a tutti che non sarebbe successo niente- racconta Simone Romani - è andato prima alla cassa del mio collega che però era già chiusa e poi è venuto da me che in quel momento stavo facendo il conto a una signora. Ha puntato la pistola e mi ha chiesto di dargli i soldi poi è scappato dalla porta d’ingresso. Quando è arrivato al cartello che segnala l’uscita del parcheggio, si è girato per vedere se qualcuno lo stava inseguendo ed è lì che ho visto Collins che lo rincorreva. Così mi sono accodato per dargli una mano forse senza nemmeno rendermi conto dei rischi».
Anche Simone Giusti ricorda quegli attimi concitati: «Quando mi sono girato per andare a portare una bolla nel front office dietro la mia cassa, mi sono visto la pistola puntata in testa. La teneva un uomo col volto coperto che era appena entrato dalla porta dietro di me. Non voglio essere definito un eroe, ho solo cercato di mantenere la calma. Anche se ammetto che non è stato facile».
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