Sicurezza
Palazzo Guinigi riparte dalla Torre
Tambellini: «Circuito per attrarre turisti». Ipotesi ristorante
LUCCA. Un ristorante esclusivo, un bookshop con il marchio Lucca, una boutique o addirittura un Apple store. Ma soprattutto un percorso museale che racconti la storia della città attraverso antichi cimeli e nuove tecnologie, mostre temporanee di qualità e un'interazione con la Torre e il vicino mercato del Carmine, magari creando un'area ristoro nella corte. Tante idee, tutte buone per ridare vita a uno dei luoghi storici (e più belli) di tutta Lucca: palazzo Guinigi.
La vicenda. Chiuso da settembre 2014, questo magnifico complesso da oltre 5mila metri quadrati, è oggetto di una serie di riflessioni da parte dell'amministrazione comunale, che sta valutando il modo migliore per restituirlo alla città. Prima però, ci sarà da liberare la struttura, svuotata di persone ma non ancora degli allestimenti delle vecchie mostre del Must e soprattutto bisognosa di qualche intervento. Anche perché i lavori di restauro durati più di vent'anni e costati circa 15 miliardi di vecchie lire, invece di migliorare il complesso paradossalmente lo hanno peggiorato: archi murati, pavimenti in graniglia, impiantiti malfatti, infissi inadatti e molto altro ancora come si vede in queste foto.
I progetti: fase uno. Ora, però, si pensa a come riutilizzare la struttura: «Partiamo dalle cose semplici – spiega il sindaco Tambellini – La prima cosa da fare è liberare il museo dai vecchi allestimenti e poi riaprirlo al pubblico. Vuoto? Sì, ma l’interesse non mancherà soprattutto se riuscissimo a sfruttare il flusso di turisti delle Torri: 180mila l’anno. Ecco, ipotizzando che con un euro in più si possa visitare anche il palazzo credo che in molti sfrutterebbero l’opportunità». Per rendere praticabile il prima possibile questa ipotesi, il Comune dovrebbe inserire la riapertura del palazzo nel Dup (da approvare entro il 31 ottobre) e poi prevedere le risorse necessarie già nel bilancio di previsione 2016. «Per prima cosa serve una stima dei lavori utili per levare tutto il pattume che c’è attualmente – dice il sindaco – Incontrerò l’ufficio cultura per cominciare a lavorare su questi aspetti».
Una relazione interna a palazzo Orsetti ipotizza di utilizzare la cifra (un milione di euro) incassata ogni anno dalle due Torri (Ore e Guinigi) per aprire e manutenere il museo. Vedremo «Sempre in questa prima fase – prosegue il sindaco – vorremmo creare un circuito con il vicino mercato del Carmine, dove sono già partiti i lavori. Basterebbe aprire la porta che dal cortile del palazzo, conduce al mercato e alla vicina piazza Anfiteatro. Il giardino potrebbe diventare un luogo di ristoro, magari installandovi un bar o un chiosco».
La fase due. Una volta riaperto il palazzo, il passo successivo sarà quello di riempirlo di contenuti. E qui le ipotesi sono molteplici: «Io mi sono sempre chiesto quale sia l’utilizzo migliore di questo complesso – spiega ancora Tambellini – Fino a ora è stato usato come museo del territorio. Se questa è l’idea che si vuol portare avanti, bisogna farsi una domanda: noi lucchesi cosa vogliamo trovarci? Per tutta una serie di motivi storici, Lucca non ha un numero elevatissimo di oggetti e cimeli da esporre. Per intenderci non abbiamo quello che hanno Firenze, Siena o Prato. Quello che abbiamo è la nostra storia: una bella storia, che merita di essere raccontata in modi nuovi e accattivanti, mischiando antico e moderno, costruendo percorsi che sfruttano le nuove tecnologie e soprattutto suscitano meraviglia nel visitatore». In pratica, una bocciatura dell’approccio usato in passato. Nel cortile d’ingresso, potrebbe trovar posto un negozio esclusivo, non necessariamente legato al turismo. «Un Apple store, una boutique di alto rango – spiega il sindaco – Al primo piano, invece la mostra permanente della città, mentre al secondo piano potrebbero trovare spazio le mostre temporanee». Il terzo piano, infine, ospiterebbe uffici a servizio della struttura museale, ma non solo. «In quella zona gli spazi sono ampi e allora perché non pensare di metterci un ristorante esclusivo, con affaccio sul panorama di Lucca». Ci sarà poi da capire come gestire la struttura, per non rifare gli errori del passato: «Un bando per l’affidamento? È un’ipotesi – dice il sindaco – La Torre rimarrebbe comunque a noi, ma bisogna trovare il modo di integrarla nel circuito museale. Il sistema delle esposizioni temporanee, inoltre, potrebbe essere gestito da una fondazione. L’Opera delle Mura? Dovrebbe trasformarsi in un ente di questo tipo: a quel punto non si occuperebbe più di questioni tecniche, bensì della promozione della città, in un dialogo serrato con l’ufficio cultura».
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