Sicurezza
Sgominata una banda di spacciatori di cocaina
Arrestate quattro persone: una è residente ad Altopascio, le altre in Valdinievole Il gruppo era attivo in Lucchesia e aveva un giro di clienti facoltosi
MONTECATINI. Quaranta, forse cinquantamila euro consegnati nelle mani di una banda di spacciatori senza scrupoli. Un gruppo che aveva capito di avere trovato chi per loro poteva fare le uova d’oro, una donna benestante ma fragile (e soprattutto tossicodipendente), che non esitava a versare loro banconote su banconote. Lei aveva bisogno di dosi sempre più massicce e loro rispondevano chiedendo sempre più soldi.
La donna, montecatinese, è arrivata a dare in totale quasi 50mila euro in pochi mesi, ovvero da quando, erano i primi mesi dell’anno, la polizia ha iniziato a indagare su uno strano giro di spaccio che si era sviluppato ormai in tutta la Valdinievole e nei comuni limitrofi della Lucchesia. Facoltosi i clienti della banda, che ricevevano la loro dose di cocaina in luoghi pubblici o in locali, bar e discoteche della zona. Un giro d’affari – si può facilmente intuire – che probabilmente raggiungeva cifre da capogiro e che ora è stato stroncato grazie a un’operazione degli agenti del commissariato di Montecatini e che ha portato all’arresto di due albanesi residenti ad Altopascio e Chiesina Uzzanese (rispettivamente di 24 e 28 anni) e di una coppia di italiani (di 49 e 47 anni) originari di Montecatini ma residenti a Buggiano (la donna si trova peraltro già nel carcere fiorentino di Sollicciano, dove sta scontando un’altra pena). L’accusa, per tutti (già conosciuti dalle forze dell’ordine), è quella di spaccio in concorso e istigazione al consumo. «La donna montecatinese, per esempio – spiega la dirigente del commissariato Raffaella Papaccioli, che ha sostituito da qualche settimana Corrado Mattana, il quale aveva dato il via alle indagini – ha subìto continue pressioni affinché comprasse la droga. Gli arrestati non si fermavano neanche davanti alle persone psicologicamente deboli e non si facevano alcun problema ad approfittarsi di queste situazioni».
La polizia giudiziaria e la squadra antidroga, guidate dal responsabile dell’anticrimine ispettore Franco Gigliotti, hanno dapprima individuato il sodalizio criminale (partendo dalla coppia di italiani e poi identificando i due albanesi) e quindi proseguito l’indagine attraverso pedinamenti e intercettazioni. Durante l’esecuzione degli arresti gli agenti hanno anche trovato e sequestrato mezzo etto di cocaina e alcune dosi della stessa sostanza stupefacente già preconfezionate, mentre niente è emerso nel corso delle successive perquisizioni domiciliari. Le indagini sono state seguite dal pm Claudio Curreli, mentre le misure cautelari (due in carcere per i due albanesi, che sono stati portati nella casa circondariale di Prato e due braccialetti elettronici alla coppia di italiani, sebbene la donna, come detto, si trovi già dietro le sbarre) sono state decise dal gip del Tribunale di Pistoia Patrizia Martucci.
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