Il dolore
Profughi e bambini puliscono il parco
Sessanta richiedenti asilo insieme a tanti studenti hanno raccolto rifiuti di ogni genere sulla sponda sinistra del Serchio
LUCCA. «Ci prendiamo cura di noi». Ieri mattina sono stati i migranti richiedenti asilo accolti a Lucca, a indossare le pettorine gialle di Legambiente, contenenti un messaggio forte, inequivocabile, che porta tutti a riflettere su quanto sia importante avere rispetto di ciò che ci circonda. E anche di chi ci circonda. A ricordarcelo ci sono i ragazzi africani, che per una mattinata hanno ripulito la sponda sinistra del parco fluviale, il pezzo che dalla terrazza Petroni porta alla passerella pedonale, mettendo da parte, lungo la strada e nei sacchetti neri, una quantità considerevole di rifiuti, alcuni anche ingombranti, lasciati a marcire nel polmone verde cittadino. L'occasione è stata offerta da “Puliamo il mondo”, l'iniziativa che ogni anno organizza Legambiente coinvolgendo le scuole del territorio. Quest'anno, la novità: insieme ai bambini e alle bambine delle scuole primarie del comune, 164 in tutto per un totale di cinque istituti coinvolti (San Donato, Lorenzini di San Pietro a Vico, “Alighieri” di piazzale Verdi, “De Nobili” di Santa Maria a Colle e la “Donatelli di San Vito), c'erano anche 60 ragazzi richiedenti asilo che vivono nelle strutture attivate dal comune per l'accoglienza. Fianco a fianco, gomito a gomito, con le scarpe inzuppate nella terra bagnata e i cappellini gialli, che hanno portato una ventata di primavera in mezzo a tutto quel verde accarezzato dall'acqua del Serchio: chi armato di sacchetto, chi di rastrello, tutti con i guanti ben aderenti alla pelle, tanta buona volontà e la voglia di darsi da fare per riportare pulito un bene comune, come il parco fluviale.
Buona volontà e rispetto che sicuramente mancano nell'animo di chi abbandona bottiglie, materassi, divani, lavatrici, pneumatici, panche, tavole e parti di automobili nell'alveo del fiume: questo e altro materiale è stato infatti ritrovato in uno dei tratti più frequentati e conosciuti del lungofiume, ponendo anche un problema di controllo su quelle zone. Una mattinata all'insegna del territorio dunque, aperta con gli interventi del sindaco, Alessandro Tambellini, e degli assessori comunali, Antonio Sichi, Enrico Cecchetti, Francesco Raspini e Serena Mammini. Presente anche l'assessore regionale alla presidenza della Toscana, Vittorio Bugli. Quella di ieri, ha spiegato il primo cittadino, «è stata solo un'anteprima, una prova generale, del percorso di impegno civico che partirà la prossima settimana con sei progetti dislocati sul territorio». Cinquantaquattro dei 126 rifugiati accolti a Lucca hanno già dato la loro adesione volontaria. Assieme a cittadini di altre associazioni, con le parrocchie, la Uisp o gruppi spontanei, si occuperanno del tratto lucchese della via Francigena, lungo alcuni chilometri, oppure puliranno giardini e strade di piccole frazioni, come a San Cassiano a Vico e alla Santissima Annunziata. Per quanto riguarda la Via Francigena, i ragazzi, insieme all'Associazione toscana delle vie Fracigene, terranno pulito il percorso, ripristineranno la segnaletica e, per il periodo invernale, garantiranno un monitoraggio della strada dei pellegrini, in vista anche del Giubileo. Altri 19 richiedenti asilo saranno impiegati dalla cooperativa Odissea in attività di pulizia di parchi pubblici e cigli stradali. Nel caso specifico degli ospiti della struttura di Nozzano Castello il loro impegno si concentrerà sulla cura dei luoghi del paese. La cooperativa Giovani e comunità affiancherà 5 giovani richiedenti asilo ospiti della struttura di San Cassiano per attività di pulizia e sistemazione di parchi pubblici. Sette volontari verranno impiegati dal Gvai nella manutenzione delle principali direttrici stradali che dal centro storico conducono nelle zone più periferiche. Il Cei.S- Gruppo Giovani e comunità coinvolgerà 7 volontari per la pulizia dei bordi strada. Tre migranti, infine, ora ospitati a Monte San Quirico, si occuperanno della pulizia della sponda destra del fiume Serchio. Tutti insieme appunto.
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