La manifestazione
Il Tar blocca la chiusura degli uffici postali
CAPANNORI. Bloccata la chiusura degli uffici postali di San Ginese di Compito, San Colombano, Vorno e Lappato che dallo scorso 7 settembre sono stati chiusi da Poste Italiane in vista del piano di...
CAPANNORI. Bloccata la chiusura degli uffici postali di San Ginese di Compito, San Colombano, Vorno e Lappato che dallo scorso 7 settembre sono stati chiusi da Poste Italiane in vista del piano di ridimensionamento degli sportelli in tutta la Toscana. Ieri il Tar ha accolto la sospensiva richiesta dal Comune di Capannori che ha scelto la via giudiziaria per fermare l'azienda, il cui piano prevedeva inizialmente anche la chiusura della sede di Pieve di Compito che poi è stata salvata, nonché la riduzione dell’orario di apertura dello sportello di Matraia. A dare la buona notizia è il sindaco Luca Menesini che, alla luce della sentenza del Tar, chiede con forza a Poste di riaprire i quattro uffici postali del territorio. Una riapertura che il sindaco chiede già da lunedì, auspicando inoltre che lo sportello di Matraia torni a funzionare due giorni anziché uno. Uffici piccoli e magari considerati “doppioni” dall'azienda che gestisce il servizio postale (nel 2013 sono stati soppressi nel Capannorese quelli di Ruota e San Gennnaro, quest'ultimo rimpiazato da un punto Ecco Fatto), ma importanti servizi ed un presidio sociale per molti cittadini. Per il sindaco di Capannori è un punto a favore. «La sentenza dà ragione ai cittadini e all'amministrazione – dice con soddisfazione – gli uffici postali di San Ginese, San Colombano, Vorno e Lappato vanno immediatamente riaperti al pubblico. Il pronunciamento del Tar ci restituisce il diritto di usufruire di servizi essenziali come quelli postali». Una lunga battaglia quella intrapresa dal sindaco Menesini «per impedire l'attuazione di un piano di ridimensionamento calato dall'alto», che lo ha portato a valutare un'azione di risarcimento danni nei confronti di Poste Italiane. «La sentenza dice con chiarezza che prima di fare scelte di ridimensionamento dei servizi che incidono sulla qualità della vita dei cittadini Poste deve confrontarsi con l'ente locale. Ringrazio il consiglio comunale e i cittadini che si sono mobilitati in questa battaglia». (n.n.)
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