Il Tirreno

Lucca

Quando la solidarietà nasce su Facebook

di Federica Scintu
Quando la solidarietà nasce su Facebook

Donati viveri e vestiti a una mamma in difficoltà dopo una raccolta organizzata sul gruppo “Sei lucchese se”

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CAPANNORI. Arrivano alla spicciolata, parcheggiano davanti al Comune di Capannori, dove è stato fissato l’appuntamento, e in maniera ordinata e discreta iniziano a scaricare le loro auto. I portabagagli sono gonfi, rimpinzati di pacchi e buste, carichi di provviste e vestiti che per una mamma della Piana e i suoi figli valgono quanto l’aria che respirano. In tutto saranno circa una ventina di persone, che prima di ieri non si conoscevano, se non in modo “virtuale”. A unirle è stato il minimo comun denominatore della solidarietà, quella sincera e spontanea, che in pochi giorni ha permesso loro di organizzare una raccolta di viveri e altri generi di prima necessità per aiutare una mamma che da qualche mese vive in una situazione di grande difficoltà.

E giovedì 24 è stato il momento della consegna dei pacchi avvenuta davanti al Comune di Capannori. Gli organizzatori dell’iniziativa infatti, hanno voluto lanciare un messaggio alle istituzioni, fare un gesto che nella sua discrezione fosse comunque notato da chi di dovere, da chi ha il potere di fare qualcosa di concreto per una donna rimasta sola e senza un lavoro.

Una donna che, al suo arrivo davanti al Comune, viene accolta da un applauso. Anche lei applaude, si commuove e ringrazia chi, pur senza averla mai conosciuta prima, ha voluto donarle qualcosa, anche piccola come potrebbero sembrare un cartone di latte o di zucchero, ma per lei importantissima. «Per un attimo ho capito cos’è la felicità», dice Will Smith nel film “La ricerca della felicità” e forse anche per questa mamma è stato così.

I figli scendono dall’auto con lei: quando vedono i pacchi nei loro volti si stampa un sorriso che ringrazia, iniziano a correre e a curiosare tra le buste. «Quanta roba, mamma è tutta per noi?». E quando realizzano che è davvero così, intorno c’è solo felicità. Quella felicità donata da perfetti sconosciuti, che hanno chiesto di rimanere tali.

«Il nostro è stato un gesto spontaneo - dicono i membri del gruppo che hanno organizzato la donazione - e in questo caso è stato fondamentale Facebook e il gruppo "sei lucchese se" che ci ha permesso di abbattere tutte le distanze. Probabilmente, senza questo strumento, molti di noi non avrebbero mai saputo cosa stava accadendo a questa mamma. Tra di noi ci sono persone che vengono da diverse zone della Lucchesia. Sappiamo che ci sono tante altre persone hanno bisogno di aiuto ma da qualcuno bisogna pur cominciare. Una consegna di viveri l’avevamo già fatta qualche giorno fa, questa è la seconda. Ora speriamo che riesca a trovare un lavoro e che possa così tornare a essere indipendente e a sorridere».

Una chiacchierata tutti insieme e poi le macchine ripartono. Ognuno torna nella propria casa, alla sua vita, sentendosi fortunato per quel che ha. E magari, guardando i pacchi di pasta e riso nella propria dispensa, un pensiero andrà a questa mamma in difficoltà: perché per un po’, grazie a loro, la cena anche per lei non sarà più un problema.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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