La manifestazione
Il Comune chiede 900.000 euro
Prima della fine del 2015 il Comune di Lucca tornerà alla carica in sede civile per pretendere una somma di denaro pari a 900mila euro facende parte dell’eredità Puccetti. Sì, perché nei fogli...
Prima della fine del 2015 il Comune di Lucca tornerà alla carica in sede civile per pretendere una somma di denaro pari a 900mila euro facende parte dell’eredità Puccetti. Sì, perché nei fogli bianchi e nella busta fuoriuscita da quel secretaire antico - che prima di essere venduto dagli eredi si trovava nell'appartamento di via del Battistero a Lucca dove Stelio Puccetti trascorse gli ultimi anni della sua esistenza - mancavano le volontà del cavaliere sul lascito di 900mila euro. Nelle premesse generali dell'atto testamentario redatto nel novembre 2004 (per intendersi quello ritrovato nel mobile antico) l'informatore farmaceutico, vedovo e senza figli, intendeva conferire il patrimonio a scopi benefici e ad enti umanitari. Ma per la destinazione dei soldi voleva ancora pensarci e si riservava una decisione da indicare in un manoscritto successivo. Che non è stato ancora ritrovato e chissà se mai salterà fuori. Il Comune sostiene di essere legittimato ad ottenere quei 900.000 euro visto che nei principi generali del lascito quei soldi dovevano entrare nella disponibilità pubblica: all'ente comunale di assistenza. Con la soppressione degli enti comunali di assistenza le funzioni dell'Eca sono state trasferite al comune di Lucca che - costituitosi attraverso i legali Luca Campinoti e Carmela Di Filippo nel giudizio proposto da uno dei fratelli del cavalier Puccetti davanti al tribunale - chiede la nomina di un curatore per stabilire a chi e come assegnare i lasciti in beneficienza che compaiono nel testamento.
Gli eredi naturali. Ma quella parte di eredità resta contesa (900mila euro) tra il fratello Aldo e la nipote Tiziana (che sostituisce l'altro fratello Iori, morto prima del 2010) e il Comune di Lucca. Il legale di Aldo Puccetti, avvocato Mauro Cortopassi, non contesta il testamento ritrovato, ma sostiene che l'assenza di disposizioni testamentarie per la parte legata ai 900mila euro non dia effetto in quanto non indica a quale ente o persona voleva riferirsi il testatore. Sostengono infatti che sia invalida la dicitura “con scopo di beneficenza“e chiedono di entrare in possesso del denaro come legittimi destinatari per via di successione.
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