Il Tirreno

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GIOVANI»L’IDENTIKIT

di Nadia Davini
GIOVANI»L’IDENTIKIT

LUCCA. Sempre più minori fanno uso di sostanze stupefacenti, in particolare di cannabis. Segue, con diversi punti di distacco, la cocaina, mentre solo un minorenne è stato trovato con eroina. Lo...

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LUCCA. Sempre più minori fanno uso di sostanze stupefacenti, in particolare di cannabis. Segue, con diversi punti di distacco, la cocaina, mentre solo un minorenne è stato trovato con eroina. Lo rileva la Prefettura di Lucca, confrontando e sommando i dati del Nucleo operativo tossicodipendenze, nel periodo che va dal 2011 al 2014. Un dato in crescita, che dimostra come nel 2011 siano state undici le segnalazioni; divenute 21 l'anno successivo, 38 nel 2013 e 44 nel 2014.

Un dato che va a braccetto con quanto emerge dall'indagine dell'associazione “Sos Angeli”, sviluppata attraverso la distribuzione di un questionario in venti scuole medie e superiori di Lucca e curata dallo psicologo e psicoterapeuta, Renato Bertolucci. Un lavoro fortemente voluto dall’ex capo della squadra mobile Claudio Arpaia e reso possibile dalla collaborazione con la questura ora guidata da Vincenzo Ciarambino.

Le risposte dicono chiaramente che anche il consumo e abuso di alcol fra i giovani e gli adolescenti è un fenomeno largamente diffuso e preoccupante. Tra le femmine, nella fascia di età dai 10 ai 13 anni, il 7 per cento del campione (881 bambine intervistate) consuma alcol. Stessa percentuale anche per i maschi, anche se qua il campione è composto da 887 bambini. Nella fascia di età 14-17 anni, la percentuale sale a 51, su un campione di 1189 ragazze, mentre per i ragazzi arriva al 53 per cento, su 1181 intervistati. Per entrambi, maschi e femmine, il consumo di alcol avviene prevalentemente in compagnia di amici e si sviluppa soprattutto nel fine settimana. Una tendenza che preoccupa, anche alla luce delle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità che consiglia l’astensione totale dall’alcol fino al compimento dei quindici anni di età.

Per quanto riguarda l'utilizzo di droghe, sia nei ragazzi che nelle ragazze, si evidenzia una differenza sostanziale tra coloro che dichiarano di farne uso (percentuale molto bassa) e chi dichiara di conoscere persone che assumono sostanze abitualmente.

Percentuali, in questo secondo caso, che raggiungono il 90%. Il confronto fra questi dati – scrive Bertolucci nella relazione – non appare né confortante né veritiero. Qualcosa non torna, dunque: perché tutti (o quasi) dicono di conoscere qualcuno che fa uso di sostanze, ma poi nessuno (o quasi) lo ammette.

«Sembrerebbe che gli assuntori arrivino tutti da Marte», commenta con una battuta amara il dottor Bertolucci.

Assumono soprattutto cannabis e cocaina, hanno un livello di istruzione basso (difficilmente si va oltre la terza media), lavorano e svolgono principalmente impieghi manuali dipendenti. Sono più uomini che donne, più italiani che stranieri.

Difficile invece stabilirne un’età di riferimento: il consumo è diffuso in modo piuttosto omogeneo tra le varie fasce, 18-24, 25-30 e sopra i 35 anni.

È questo l'identikit generale dei soggetti seguiti dal Nucleo operativo per le tossicodipendenze, l'ufficio della Prefettura di Lucca che, insieme agli assistenti sociali, prende in carico le persone segnalate dalle forze dell'ordine e fermate con sostanze stupefacenti per uso personale. Un programma terapeutico volto al miglioramento della qualità della relazione con gli utenti, strutturato attraverso più colloqui (i primi conoscitivi, superati i quali e accettato il passaggio successivo, si procede con il colloquio definitivo), alcuni anche con il personale del Sert, e controlli urinari assistiti a frequenza ravvicinata.

Il 2012 è stato l'anno che ha registrato il numero più alto di segnalazioni, 512, la maggior parte dei quali trovati in possesso di cocaina. Nel 2011 sono state 468 persone, nel 2013 452 e 446 nel 2014.

A tracciare questo panorama è stato il viceprefetto Stefania Trimarchi, che ha ricordato come la legge preveda sanzioni amministrative per chi si “limita” ad assumere droghe: sanzioni che comprendono la sospensione fino a tre anni della patente e il ritiro del passaporto. Solo nel caso di assunzione di cannabinoidi il provvedimento si può limitare a un avvertimento scritto, che si trasforma in qualcosa di più serio nel caso di una recidiva.

«La repressione non appare l'unica strada – spiega Bertolucci, nel commentare i dati delle ricerche sui minori –. Il dialogo e il confronto in famiglia potrebbe essere un ottimo metodo preventivo. Oggi appare necessario soprattutto l'insegnamento del dialogo e dell'ascolto, non solo nelle giovani generazioni».

Un buon punto di partenza, per esempio, è rappresentato dalla conoscenza, il parlare di sostanze stupefacenti in modo serio e documentato, informando sulle differenze tra le sostanze e sugli effetti di ognuna di esse.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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