Attenzione
Tirare due calci a un pallone, via il divieto
Proposta (accolta all’unanimità) del consigliere Pini per creare spazi per il gioco e allontanare i bambini da Tv e videogame
LUCCA. Meglio un calcio ad un pallone che una giornata davanti alla tv o ai videogame. È un concetto ovvio, ma come molte ovvietà è difficile da tradurre in pratica. Però a Lucca ci si proverà.Tutto parte da una mozione proposta dal consigliere del gruppo misto Andrea Pini e condivisa dalla lista Lucca Civica, approvata all’unanimità in consiglio comunale.
La mozione (poi approvata all’unanimità), come spiega lo stesso Pini, prende spunto da un’iniziativa del Comune di Milano, che ha ritenuto di favorire l'attività fisica dei bimbi, ponendo al bando con una delibera, i divieti di giocare a palla posti nelle aree comuni di condomini privati.
«L'intento ovviamente – spiega Pini – è di distogliere il più possibile i nostri figli, sempre più soggetti a rischio di obesità, dagli intrattenimenti statici quali consolle, Tv, I-Pad e così via a favore di un sano movimento fisico. Lo strumento utilizzato a Milano, è stato quello della modifica al regolamento di polizia urbana. Volendo, verificare la situazione a Lucca, ho consultato il nostro Regolamento, tra l'altro non senza difficoltà. Infatti non era presente sul sito del Comune, ma solo recandosi all'Urp. A stretta norma di regolamento, in base all'articolo 74, sul suolo pubblico o esposto al pubblico è proibito “giocare con palle palloni ecc, tranne nelle località a ciò destinate”. Ma gli unici luoghi in cui sia consentito il gioco con la palla risultano essere le località a ciò destinate, ovvero, i campi da calcio. Ne deriva che ogni bambino che dà un calcio a una palla, in qualsiasi spazio verde o parco pubblico è sanzionabile. Questo stride con ogni logica di buonsenso. Che fastidio può dare un bambino che gioca in orario adeguato, in un luogo consono, sotto la viglianza dei genitori? Chiaramente questo è un punto del regolamento che necessita una revisione».
E non solo quello, visto che il regolamento contiene delle perle da antiquario, come sottolinea il consigliere, regolando attività come attività come il “trasporto di letame in pubblica via”, il “lavoro dei lustrascarpe” e così via, mentre non si affrontano temi attuali (per fare un esempio, la “movida”).
Insomma, quel regolamento deve essere rivisto e aggiornato alla società di oggi, e non solo per il gioco del pallone.
«La proposta – continua Pini – è di riservare spazi adeguati per il gioco con la palla, all'interno degli spazi a verde calpestabile e nei parchi pubblici, nel dovuto rispetto di orari di riposo e delle condizioni di sicurezza».
Questo, senza toccare il regolamento di polizia urbana, che, invece, dovrà essere oggetto di una revisione assai più radicale per adeguarla ai tempi attuali: «Faccio un esempio. Se 50 anni fa il gesto di orinare ai margini di una via secondaria della città era sinonimo di maleducazione, oggi, lo stesso gesto, assume una gravità ben maggiore e la relativa sanzione deve essere inasprita».
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