Il dolore
«Mensa scadente e troppo costosa» Monta la protesta
Lamentele da parte di alcuni genitori a Ponte a Moriano Il Comune: «Il nuovo sistema di calcolo garantisce equità»
LUCCA. Arriva anche a Ponte a Moriano la protesta dei genitori che denunciano diverse carenze nel servizio di mensa scolastica. Dopo la scuola primaria di San Michele di Moriano, dove è tornato “il panino in classe”, è la volta dell’istituto Nieri. Le lamentele riguardano sia la quantità del cibo che viene servito ai bambini che la qualità, oltre all’aumento, rispetto allo scorso anno, del prezzo del servizio. «A mio figlio hanno dato solo un po’ di riso in bianco, senza olio né burro e per giunta duro e per secondo il pesce lesso -racconta una mamma - ma l’anno scorso è successo anche che nel piatto si sia ritrovato il pollo crudo. Per giunta pago quasi un euro in più rispetto allo scorso anno: da 4,20 siamo passati a 5,10 per un servizio che continua a essere molto carente».
Carenza del servizio che ha spinto alcuni genitori ad organizzare diverse forme di protesta. «Al Nieri non facciamo la protesta del panino ma, con alcuni genitori, abbiamo pensato di annullare in blocco l’iscrizione dei nostri figli al servizio mensa per provare a far sentire il nostro malcontento e magari a smuovere qualcosa. Io so che comunque ci sono dei genitori arrabbiati anche a Moriano e a Saltocchio e che anche lì si stanno organizzando delle proteste per il servizio mensa».
Sulla questione interviene il vice sindaco e assessore all’istruzione, Ilaria Vietina: «Per il momento in Comune non abbiamo ricevuto alcuna segnalazione da parte dei genitori - spiega Vietina - sul sito del Comune si possono trovare tutti i menù che vengono serviti nelle mense scolastiche, menù che sono stati elaborati tenendo conto dei “livelli di assunzione di energia e nutrienti raccomandati” per la popolazione italiana dall' Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (INRAN) e dai requisiti di sicurezza concernenti l'igiene dei prodotti. Tra l’altro, i menù di quest’anno, sono stati composti anche grazie al supporto tecnico di una nutrizionista e tenendo in considerazione quanto ci hanno segnalato alcuni genitori durante lo scorso anno». Il Comune inoltre, continua a mantenere attivo il servizio dedicato ai genitori che, se vogliono, possono diventare membri della commissione mensa. A loro è consentito ad esempio visitare i refettori senza preavviso, assaggiare i piatti del giorno e verificare gli aspetti quali-quantitativi del servizio. «In questi tre anni - spiega ancora Vietina - abbiamo sempre preso in considerazione le segnalazioni dei genitori che facevano parte delle commissioni cercando di fornire sempre un servizio che fosse soddisfacente». Ma il vice sindaco interviene anche a proposito dell’aumento delle tariffe del servizio: «Da febbraio abbiamo introdotto un nuovo sistema che fa sì che ogni nucleo familiare paghi il servizio di ristorazione in maniera proporzionale a quello che è il proprio Isee all'interno di un range che va da 4.000 euro a 24.000 euro. Tramite un calcolatore disponibile sul sito del Comune ognuno può verificare quanto spenderà. Per alcuni può esserci stato un aumento - conclude Vietina - ma per altri c’è stata una diminuzione perché con questo sistema le famiglie in difficoltà pagano meno. Questo è dunque un sistema che dovrebbe garantire maggiore equità».
Federica Scintu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google