Il Tirreno

Lucca

Invito ai profughi: «Venite a fare atletica»

La società Virtus offre un diversivo ai rifugiati, dando loro l’occasione di praticare l’attività fisica

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LUCCA. Lo sport come veicolo di integrazione. Per la Virtus CR Lucca, che festeggia quest'anno i 40 anni di attività, non è certo una novità. Tra i suoi cardini vi è sempre stato l'impegno quotidiano per una totale integrazione tra tutti i propri iscritti. Ragazzi affetti da disabilità, con problematiche comportamentali o con problemi economici hanno sempre trovato spazio nella società, con pari dignità rispetto a tutti gli altri.

Il tutto, si sottolinea dalla società, fatto sempre senza clamori perché, come ripeteva spesso il primo presidente Enzo Sansoni, quando si crede in quello che si fa non deve essere pubblicizzato, non occorre aderire a progetti magari finanziati come succede spesso, ma deve rimanere nel silenzio di un consiglio direttivo. Un silenzio essenziale per far sì che tutti i ragazzi si sentano uguali.

Tra l'altro, vista la particolare collocazione del campo scuola a Lucca, e pur tra mille difficoltà, la società ha sempre cercato e trovato un modo di convivere prima con i nomadi di via della Scogliera, riuscendo a coinvolgere alcuni ragazzi e ragazze nell'attività sportiva; e poi anche con i componenti dell'attuale campo nomadi, con i quali, si legge nella nota Virtus, «si è trovata una convivenza forse più complessa ma che ha permesso di arrivare ai giorni d'oggi; purtroppo negli ultimi tempi tutto diventato più difficile, quasi insostenibile».

Questa premessa per arrivare all'oggi, con il problema dei profughi. Alla Virtus sono ben coscienti di non poter risolvere neppure in minima parte il problema ma, da veri sportivi, non intendono stare con le mani in mano. Ecco quindi che hanno offerto al Comune la disponibilità, per quanto possibile a una società sportiva. Considerando che a Lucca sono ospitati diversi profughi, fra l'altro buona parte in una struttura a pochi metri dal campo scuola, la società è disponibile a dare la possibilità, a chi fosse interessato, a frequentare il campo al pomeriggio, garantendo anche un aiuto da parte dei tecnici quando richiesto. Il tutto naturalmente a titolo gratuito.

«Certo – fanno rilevare alla Virtus – siamo ben consapevoli che per molti di loro lo sport è l'ultimo dei pensieri, ma potrebbe essere comunque utile per impegnare una parte della giornata che, riteniamo, sia nel complesso molto deprimente e monotona, con tante preoccupazioni nella testa».

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