La manifestazione
San Luca, mancano posti letto
La Uil: «Siamo lontani dalla cifra indicata dalla Regione, serve altro personale»
LUCCA. «Al San Luca serve personale per riaprire i posti letto». Si fa un gran parlare di tagli alle strutture sanitarie della Valle, ma minor attenzione viene posta sulla situazione del San Luca, il nuovo ospedale del capoluogo. La Uil Fpl ritiene che questa sia la priorità della sanità lucchese e approfitta della conferenza dei sindaci (in programma oggi) per riportare il discorso su questo fronte. «Nessuno si interessa del San Luca – spiega Pietro Casciani, segretario territoriale Uil Fpl – Eppure rischiamo che l’ospedale si trasformi in un “bellissimo poliambulatorio”. Prendiamo i posti letto. Nel piano della Regione ne erano previsti 420, invece siamo molto al di sotto di quella cifra. Dove sono i 15 posti di week surgery? I 2 della terapia intensiva? E che dire dei 12 a indirizzo oncologico chiusi prima dell’estate e non ancora riaperti? Sono questioni su cui chiediamo una pronta risposta da parte dell’Asl».
Una situazione che va di pari passo con quella del personale: «Per aprire questi posti letto è necessario assumere – conferma Casciani, assieme ad Andrea Lunardi e al dottor Alessandro Di Vito, rispettivamente segretario territoriale, aziendale e Uil Medici – I numeri legati agli operatori impiegati in questi settori non lasciano dubbi sulla loro assoluta inadeguatezza al momento della riapertura dei posti letto. Senza poi dimenticare i carichi di lavoro di infermieri e oss portati a un livello insostenibile».
Serviranno assunzioni anche nell'ambito della dirigenza medica. «Lo dimostra – aggiungono – la paventata volontà dell'azienda di collocare in regime di "chiamata/reperibilità" lo specialista ortopedico durante le ore notturne. Inoltre è stato rimodulato il personale di Pneumologia con la perdita del ruolo di direttore mentre lo specialista non è più presente nelle 24 ore e tutti sappiamo come le patologie respiratorie siano in crescente aumento. Numeri ridotti anche in Pronto soccorso e Radiologia d'urgenza perché si continua a mantenere un regime da chiamata/reperibilità per 1 medico e 1 radiologo». Insomma, serve che la politica si interessi anche di questi problemi.
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