Sicurezza
Summer Festival, inchiesta sui contributi
Lucca, in base agli esposti procura e corte dei Conti stanno effettuando accertamenti per capire se ci sono stati abusi o danni erariali
LUCCA. I contributi elargiti dalle amministrazioni pubbliche all’organizzazione del Summer Festival sono finiti nel mirino della procura e della corte dei Conti di Firenze. Due indagini parallele sulla base di tre esposti che hanno portato all’acquisizione di documentazione da parte delle fiamme gialle e alla richiesta di atti, delibere e autorizzazioni che il procuratore regionale ha fatto pervenire all’inizio di settembre agli uffici comunali e all’amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Tambellini. Da una parte l’ufficio requirente della procura lucchese che, come impone la legge, deve verificare se vi siano eventuali abusi d’ufficio o altri reati di natura penale tipici della pubblica amministrazione e legati alla stipulazione di accordi e delibere relative all’elargizione di contributi pubblici e di ulteriori agevolazioni straordinarie (per esempio lo sconto sul suolo pubblico) alla società «Di & Gi» (D’Alessandro-Galli) che organizza il Summer Festival. Dall’altra il procuratore della corte dei Conti, Andrea Lupi, che vuol capire se la giunta Tambellini e i dirigenti comunali che hanno stilato le varie delibere oggetto del procedimento sono incappati nell’ipotesi di danno erariale.
Nessun indagato. Al momento non ci sono iscrizioni nel registro degli indagati. Gli accertamenti devono essere ancora completati e, per quanto riguarda la corte di Conti di Firenze, gli atti inviati dalla procura della Repubblica sono pervenuti da poco nella sede del capoluogo toscano e il procuratore ha chiesto all’amministrazione di inviare ulteriore documentazione.
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Il promotore dell’esposto. L’ufficio del pm si è mosso sulla base di una denuncia circostanziata inviata da Marco Banti, 53 anni, musicista, originario di La Spezia e residente in via Teresa Bandettini a San Concordio. In veste di presidente dell’associazione Lucida (acronimo di Lucca città d’arte) nel 2011 aveva sottoposto all’attenzione delle istituzioni cittadine (l’allora sindaco Mauro Favilla aveva manifestato l’interesse della giunta al progetto) un piano per un nuovo teatro-centro di produzione attivo 365 giorni l’anno localizzando l’auditorium nell’area di San Donato tra le uscite est-ovest dell’autostrada. Ma quella zona (quella dove nel 2009 era stata destinata alla realizzazione del nuovo stadio) era sotto tutela dell’autorità di bacino perché soggetta a problemi idrogeologici. Per il presidente dell’associazione Lucida sarebbero state commesse irregolarità di carattere amministrativo per favorire la «Di & Gi». E Banti si spinge oltre. Persino ad ipotizzare una sorta di «cartello» tra la società che organizza il festival, il comune di Lucca e la Provincia. Un’idea suggestiva, ma che non trova, per il momento, alcun riscontro probatorio.
Altri denuncianti. Alla procura della corte dei Conti però finiscono altri due esposti che hanno più o meno lo stesso tenore. Uno firmato dal consigliere del Movimento Cinque Stelle, Maria Laura Chiara Giorgi, e un altro sottoscritto dal presidente del comitato Vivere il Centro Storico, Claudio Casotti. La prima si chiede il perché delle tante concessionidel sindaco (dal suolo pubblico gratuito alle spese sostenute dall’organizzazione e non rimborsate) alla società privata che gestisce il Summer Festival, il secondo quali siano le ragioni di pubblica utilità di un accordo pluriennali tra Comune e «Di & Gi» visto che la kermesse viene realizzata in centro grazie alla concessione di una deroga alla legge regionale.
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