La manifestazione
Lucca-Versilia, scontro Pd
Da Viareggio si rivendica il quarto consigliere. Ma la risposta è negativa
LUCCA. Il giorno dopo è quello del fuoco che si riattizza sotto la cenere, delle rivendicazioni dei patti siglati e dei messaggi più o meno trasversale. Avviene nel Pd, fra il “territoriale” di Lucca e quello della Versilia. E avviene a valle dell’elezione di Luca Menesini a presidente della nuova Provincia. Oggetto del contendere la suddivisione degli otto posti andati ai democratici: dallo spoglio, cinque all’area lucchese (Renato Bonturi, Nicola Boggi, Mario Puppa, Alberto Baccini ed Enzo Giuntoli) e tre alla Versilia (Grazia Sinagra, Umberto Buratti e Adolfo Del Soldato). Ora però i versiliesi parlano di un accordo per una rappresentanza paritaria, raggiunto prima del voto. E chiedono venga rispettato.
«Il Pd della Versilia - scrive il segretario Giuseppe Dati - ha triplicato il peso della sua rappresentanza in Provincia, passando da 2 consiglieri su 24 (un dodicesimo del totale) a 3 su 12 (un quarto del totale). Si tratta di un risultato che ci dà molta soddisfazione e siamo consapevoli che l'onore e l'onere di rappresentare la Versilia toccherà in larga prevalenza a noi». Ma c'è dell'altro: «Per effetto degli accordi intervenuti con il Pd di Lucca e il Regionale del nostro partito, contiamo di aumentare ulteriormente, nei prossimi giorni, la rappresentanza istituzionale della Versilia». Tradotto dal linguaggio contorto della politica significa che la Versilia reclama il quarto consigliere, come da accordo per cui comunque fosse andata, tra Lucca e costa doveva finire quattro a quattro. All'ultimo dei consiglieri del capoluogo (Enzo Giuntoli) toccherebbe, dunque, dimettersi, Per lasciare il posto ad Alessandro Del Dotto, sindaco di Camaiore, che più di un “gioco” trasversale fuori dal Pd ha tenuto fuori dal nuovo consiglio. «Il Pd della Versilia - sono le parole dell'avvocato Del Dotto - è autorevolmente rappresentato. Ed io ringrazio alcune liste civiche di Camaiore, il gruppo del Pd, e le due preferenze importanti che ho avuto dal Comune di Viareggio».
Dal Pd di Lucca non arrivano commenti ufficiali. Ma da ambienti del partito si fa presente che l’accordo prevedeva il raggiungimento del “4 a 4” attraverso una suddivisione scientifica delle preferenze e non con dimissioni più o meno volontarie. qualcosa nell’urna non deve essere andato come previsto dunque. Ma ora sembra proprio che a Lucca ci sia poca voglia di correggere il tutto con passi indietro degli eletti.
Sotto la cenere cova poi la brace del rapporto incandescente con il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, che in questo momento gioca tutto sulla fascia sinistra.
Tambellini ok. Dalle parti di Palazzo Orsetti, intanto, si sorride. Perché la maggioranza a sostegno di Alessandro Tambellini ha svolto la sua missione: convogliare i voti (pesanti, perché si tratta di un comune grande) su Renato Bonturi. E dai conti fatti, sembra che di fatto ci sia stato un en-plein che dimostra come il sindaco possa contare su un sostegno forte da Pd e Lucca Civica. Un sostegno che può servire come arma per mettere a tacere chi, nella maggioranza, vedrebbe di buon occhio un passo indietro di Tambellini in vista delle elezioni 2017. «Credo sia inequivocabile - commenta Bonturi - che la nostra maggioranza sia stata compatta. È un buon risultato personale per me e per la città». Ora si apre la partita della delega che sarà data in capo a Bonturi. Già prima del voto la richiesta era di un incarico di peso: «Non ci sono rivendicazioni particolari - dice il consigliere - ma credo esistano tutte le condizioni per avere un qualcosa di importante».
Centrodestra. Acque in movimento anche nel centrodestra. Con un protagonista indiscusso: il sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti, entrato in consiglio con 20 preferenze. Da una parte c’è chi, in ambienti lucchesi, dà per battuta la sua linea (sostenuta insieme al sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni) rispetto alla cordata Vittorio Fantozzi-Altero Matteoli-Giovanni Santini. La prova? Il fatto che il candidato di questi ultimi, Riccardo Giannoni, ha ottenuto 43 voti. Marchetti, da parte sua, spiega che i risultati sono stati frutto di un accordo pre-elettorale che garantiva il passaggio a entrambi. Ma, soprattutto, parte all’attacco di Fantozzi, rivendicando il suo ruolo di coordinatore provinciale di Forza Italia: «Per mercoledì ho convocato una riunione dei coordinatori dei partiti del centrodestra - dice Marchetti - perché tutta l’organizzazione sulle provinciali ora deve essere portata sui singoli comuni». A partire dai più importanti, Altopascio e Seravezza, dove si voterà fra pochi mesi: «Innanzitutto bisogna riunire il centrodestra - spiega ancora Marchetti - e poi dobbiamo essere in grado di dialogare con le realtà che fanno politica sui singoli territori».
La prospettiva, dunque, è di arrivare a candidature unitarie. E di farlo tramite un ruolo forte del coordinamento provinciale, in capo a Marchetti. Superando così lo “spontaneismo” che ha caratterizzato l’azione di Fantozzi durante la campagna per le provinciali.
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