La manifestazione
I due poli si contano al proprio interno Pensando a Lucca
Da capire la tenuta della maggioranza di Tambellini che ha indicato Bonturi, chiedendo una delega di peso
LUCCA. Chi l’ha detto che il voto per la “Provincia 2.0” non serve a niente? I 400 e passa grandi elettori che hanno votato per Menesini presidente hanno fatto anche qualcos’altro: hanno dato indicazioni sul futuro prossimo della politica lucchese (e versiliese), sia a destra che a sinistra.
Il partito democratico. Data per scontata la vittoria del sindaco di Capannori, l’attenzione si sposta tutto sulle preferenze per i consiglieri, che verranno ufficializzate oggi. E la lente è messa a fuoco soprattutto su Lucca, a un anno e mezzo dalle elezioni comunali. La maggioranza che a palazzo Orsetti sostiene Alessandro Tambellini ha avuto come indicazione di votare Renato Bonturi. La prospettiva è di chiedere per lui al neopresidente Menesini una delega “di peso”, quella che spetta al Comune capoluogo. Bonturi ha avuto anche un’altra fonte di preferenze: quelle di sindaci e consiglieri che in Valle del Serchio fanno riferimento alla parlamentare Pd Raffaella Mariani, della quale Bonturi è stretto collaboratore.
Una doppia partita, dunque. Un conteggio interno che vale per Palazzo Orsetti, dove è necessario capire la solidità della maggioranza per Tambellini, che si basa sul “duopolio” Pd-Lucca Civica. È soprattutto nel primo che si sentono gli spifferi di chi non dà per scontata la ricandidatura di Tambellini nel 2017. Per questo ogni occasione è utile per capire la solidità del fronte pro-sindaco. Ma il conteggio riguarda anche gli equilibri della Valle del Serchio. Dove i voti della Mariani per Bonturi, di osservanza non renziana, se la dovranno vedere con quelli a favore di Mario Puppa, Nicola Boggi e Stefano Reali, che invece seguono la linea del presidente del consiglio. I primi risultati indicherebbero che comunque Bonturi ha ottenuto buoni numeri. Altri sviluppi riguardano il rapporto fra Lucchesia e Versilia. Una parte del Pd spera che l’elezione di Menesini possa funzionare da stimolante per arrivare se non a una pace almeno a una tregua con Giorgio Del Ghingaro, l’uomo che da sindaco di Capannori volle Menesini nella sua giunta. Una visione forse troppo ottimistica, visto che lo “sgarbo” di Viareggio è difficile da digerire per i democratici versiliesi. E soprattutto per il segretario Giuseppe Dati, che può vantare un ottimo rapporto con il responsabile regionale Dario Parrini.
Il centrodestra. Anche per lo schieramento opposto questa consultazione ha rappresentato un punto di svolta. Già prima del voto, con la spinta degli “autoconvocati” dal sindaco di Montecarlo Vittorio Fantozzi che ha impedito la creazione di un “listone” con il Partito Democratico ed ha portato alla candidatura di Michele Giannini.
Lo scrutinio, poi, darà una fotografia più a fuoco dei rapporti di forza e del seguito della coppia formata dal sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti (direttamente candidato a consigliere, ed eletto) e di Pietrasanta Massimo Mallegni, che dell’accordo con il Pd erano considerati i fautori.
Anche in questo caso la preda più ambita, in prospettiva, è la candidatura per le elezioni comunali a Lucca. Una partita comunque in salita per il centrodestra, nella quale già ora avrebbe un ruolo (tramite telefonate e incontri riservati) l’ex presidente del Senato Marcello Pera. Che a maggio è uscito con un nuovo libro (lo presenterà venerdì a Sant’Anna) e che non avrebbe rinunciato ad avere un ruolo di primo piano nel centrodestra lucchese. (l.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
