Il Tirreno

Lucca

Lo yankee e il partigiano insieme dopo 71 anni

di Rossella Lucchesi
Lo yankee e il partigiano insieme dopo 71 anni

Incontro fra il soldato della Buffalo Ivan Houston e “Berto” Biondi Le loro strade si erano incrociate nel 1944 sul fronte della Linea Gotica

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. L’ultima volta che si sono incontrati era l’autunno del 1944. Lo scenario era il fronte della Linea Gotica a Barga e loro erano due militari appena 19enni. La fine della guerra li separò, ma dopo tanti anni il destino ha voluto nuovamente farli incontrare. Ed è stata una grande emozione ritrovarsi novantenni (entrambi sono nati nel 1925) e fortunatamente ancora in ottime condizioni di salute, a ricordare quel periodo che niente e nessuno potrà mai cancellare.

Protagonisti della storia il caporale afroamericano Ivan J. Houston appartenente al 3° battaglione del 370° reggimento 92ª Buffalo Division e il lucchese, nativo di Barga, Bertino (per tutti Berto) Biondi, partigiano della XI zona Patrioti Pippo. A 71 anni dal loro ultimo incontro si sono rivisti qualche giorno fa, complice il figlio di Berto, Vittorio, colonnello dell’Esercito, e hanno pranzato al ristorante “Gli Orti di via Elisa” insieme alle famiglie, aiutati nella conversazione dalla traduttrice Roberta Pellegrineschi.

Un tuffo nel passato dal quale sono emerse vicende che li hanno coinvolti, insieme alla sofferenza e al dolore dei drammi e della morte che hanno colpito molti loro giovanissimi colleghi. Ma questa è la guerra.

Sono seduti vicini Ivan e Berto, visibilmente commossi, ma con la fierezza nello sguardo di chi ha lottato per una buona causa e ci accolgono con una stretta di mano vigorosa, prima di lasciarsi andare ai ricordi, ancora vivi nella mente. «Tempi duri quelli, ma dovevamo assolvere al nostro dovere rispettando le rigide regole militari, dice Ivan. A qualunque costo. Anche per due ragazzi costretti a maturare troppo in fretta, abbandonando le amicizie e gli affetti più cari».

Entrambi destinati al servizio informazioni strategico - Ivan nella sezione S2 dislocata all’albergo Libano di Barga e Berto inquadrato nella squadra di polizia militare alle dipendenze dell’Organization Secret Service della 5° Armata - era inevitabile che le loro strade si incrociassero. Ivan era arrivato a Barga da Lucca, dove aveva partecipato alla liberazione della città, proveniente da un breve, ma forzato soggiorno a villa Orsini di Cerasomma, a causa dei tedeschi che cercavano di impedire agli americani di avvicinarsi alle Mura.

Berto, alla macchia dall’agosto ’44 dopo essere sfuggito alla cattura dei tedeschi, era arrivata nella cittadina della Media Valle accompagnando come guida l’unità del 6° reggimento brasiliano, dopo un’azione rocambolesca per passare la linea e ricongiungersi con gli Alleati a Bagni di Lucca.

Finita la guerra Ivan rientrò in America dove concluse gli studi universitari prima di iniziare un percorso imprenditoriale che lo portò ad essere uno dei cento afroamericani più importanti dello stato americano.

Biondi entrò in polizia nel ’46, terminando la carriera negli anni Ottanta alla Stradale di Lucca, dove aveva deciso di trasferirsi una ventina di anni prima con la famiglia. Quando gli chiediamo il fotogramma dell’epoca che mai ha saputo dimenticare, immediatamente ci parla dell’arrivo degli americani.

«Portarono l’abbondanza, dice, nel cibo e nei medicinali e da allora non avemmo più paura di morire. Neppure io, quando dopo essere stato ferito in combattimento a Lama, fui ricoverato all’ospedale da campo alleato di Coltano e qui incontrai casualmente mio fratello Paolo, anch’egli ferito gravemente in battaglia». Adesso è l’ora di salutarsi. Un abbraccio caloroso e l’augurio di rivedersi presto, mentre Ivan prepara i bagagli per volare in America.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa