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Il catalogo del progetto per ricostruire il Bounty

LUCCA. Si chiama “Progetto Bounty”, come il vascello del più celebre ammutinamento della storia. Lo ha ideato Matteo Rubbi, artista lombardo, che vuole ricostruire, a dimensione naturale, quella...

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LUCCA. Si chiama “Progetto Bounty”, come il vascello del più celebre ammutinamento della storia. Lo ha ideato Matteo Rubbi, artista lombardo, che vuole ricostruire, a dimensione naturale, quella celebre nave. Ma lo vuol fare in un modo del tutto particolare: intanto utilizzando materiali di recupero, poi con il contributo di tante mani, in particolare degli allievi e delle allieve delle scuole italiane ed europee e infine in varie fasi.

Ad abbracciare in pieno l'idea dell'ambiziosa e originale costruzione, peraltro già partita, è l'associazione lucchese “Progetto Vitalità onlus” che il 18 settembre a San Miniato ha presentato il catalogo “Bounty” che traccia la storia di quello che è stato realizzato finora, oltre a un video-documentario dei workshop tenuti nel 2014 e quest'anno da Rubbi con gli alunni dell'Istituto Calasanzio di Empoli.

Da questi laboratori sono nate le vele della nave, costruite con carta di giornale, pastelli a cera e scotch, e un'inedita mappatura del cielo. L'incontro si è tenuto a Palazzo Grifoni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato che sostiene e finanzia il progetto. (p.t.)

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