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scambio tra culture

Lezioni di italiano gratis nella biblioteca Agorà

Lezioni di italiano gratis nella biblioteca Agorà

LUCCA. Un luogo dove si incontrano culture diverse, dove un gruppo di insegnanti volontari mette a disposizione le proprie conoscenze della lingua italiana per trasmetterle, gratuitamente, a chi...

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LUCCA. Un luogo dove si incontrano culture diverse, dove un gruppo di insegnanti volontari mette a disposizione le proprie conoscenze della lingua italiana per trasmetterle, gratuitamente, a chi arriva in città anche da molto lontano.

Un servizio educativo mirato all’insegnamento dell’italiano che si basa sull’esperienza della Penny Wirton, una scuola fondata da Eraldo Affinati e da sua moglie Anna Luce Tobino nel 2008 a Roma e che dall’anno scorso, grazie alla fondazione Mario Tobino, con il sostegno della Provincia , del Comune e in collaborazione con gli educatori della comunità “Carlo del Prete”, è una realtà anche nella nostra città. «Non si tratterà di lezioni sistemiche - ha spiegato l’assessore comunale alle politiche formative, Ilaria Vietina - lo scopo del servizio è quello di far sentire chi viene da un altro Paese, parte della nostra comunità. Siamo convinti infatti, che questa relazione serva a far crescere tutto il territorio». Le lezioni, che non saranno frontali ma impostate nella forma dello scambio culturale, si terranno nel laboratorio della biblioteca dei ragazzi dell’Agorà, tutti i mercoledì a partire dal prossime 23 settembre, sia la mattina (dalle 10 alle 12) che il pomeriggio (dalle 16,30 alle 18,30). Il corso è aperto, non solo ai “minori non accompagnati” ma a chiunque abbia bisogno di approfondire la conoscenza della lingua italiana e sarà strutturato con una divisione in piccoli gruppi. «Lo scopo di questo corso - ha detto la coordinatrice della scuola , Isabella Tobino - è quello di cercare di farli sentire a casa, di aprire una porta ampia anche ai tanti migranti che ora si trovano qui». Tra i volontari tanti ragazzi giovani che hanno dato la loro disponibilità a partecipare a questo progetto. Tra loro ci sono ad esempio alcuni giovani dell’Agesci, che hanno tra i 17 e i 20 anni.

«È un orgoglio per noi essere riusciti a portare avanti questa iniziativa - ha detto la vice presidente della fondazione Tobino, Francesca Pacini - i volontari vanno ringraziati con forza anche perché nessuno è obbligato a farlo». Una di loro è Ilaria Francesconi che definisce l’esperienza dello scorso anno: «Un modo per raccontarsi le culture».

(f.s.)

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