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Lucca

Si fingono assicuratori e si intascano 1.500 euro

Si fingono assicuratori e si intascano 1.500 euro

Suonano il campanello: «Dobbiamo riscuotere la polizza della moto di sua figlia» Ma la rata era già stata pagata, e alla donna non è rimasto che fare denuncia

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Si sono presentati a casa di una signora spacciandosi per assicuratori. Ben vestiti hanno detto di essere degli assicuratori, e di essersi lì per riscuotere la polizza della moto della figlia. Sembrava tuto in regola, del resto la figlia, effettivamente, possedeva una moto, e tutta la documentazione sembrava in regola. Così, quando le hanno chiesto di pagare 1.500 euro la donna non ha avuto particolari dubbi. Magari avrà anche pensato di dover rimproverare la figlia distratta, che si era dimenticata di provvedere. Peccato però che la figlia non fosse affatto distratta e che l’assicurazione della sua moto fosse già stata pagata, ai veri agenti della compagnia.

Insomma, quella pensata dai due uomini che ieri hanno colpito in località Guamo non era altro che una truffa, fra l’altro anche ben organizzata e frutto evidentemente di una precedente studio della vittima, per sapere che la figlia aveva una moto e per individuare il momento giusto in cui colpire, ossia quando la giovane (che avrebbe potuto facilmente smascherare il trucco) non era in casa.

Così alla signora non è rimasto altro che presentarsi alla caserma dei carabinieri e presentare denuncia contro ignoti.

Magra, magrissima consolazione, la donna non è sola nella disgrazia. Questo tipo di truffe, più o meno simili, sono purtroppo all’ordine del giorno. Imbrogli analoghi sono stati messi a segno, nel tempo, un po’ in un tutta la piana, tra la Lucchesia e il Pistoiese, con i delinquenti che tendono ad agire per zone.

Il trucco del pagamento per conto del figlio (a volte un’assicurazione, a volte un acquisto, altre volte ancora un debito di gioco) è uno dei sistemi più usati, con questi truffatori che prediligono – per far leva sull’amore materno – soprattutto su donne in quel momento sole in casa. Si tratta, come nell’episodio di Guamo, di persone solitamente ben informate sulle abitudini della famiglia presa di mira (per fare un esempio, se sanno che il figlio è un collezionista di orologi, dicono che devono riscuotere la vendita di un orologio, e così via). Alcune varianti sono ancora più sofisticate, con il truffatore che con il suo cellulare fa una chiamata, e dall’altra parte una persona finge di essere il figlio/a della vittima, dicendo «sì mamma, per favore anticipami te i soldi che poi te li rendo». Il consiglio? Prima di pagare chiamate voi, con il vostro telefono, vostro figlio. O, meglio ancora, non pagate sul momento.

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