Il Tirreno

Lucca

In pensione Aldo Cicala, procuratore gentiluomo

di Luca Tronchetti

Era a Lucca dal 2008 e ha affrontato casi delicati come la strage di Viareggio Per il sostituto ci vorranno 9-12 mesi: nel frattempo l’interim va a Origlio

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LUCCA. Sette anni trascorsi a dirigere un ufficio complesso come la procura della Repubblica con un notevole impegno quotidiano nella consapevolezza del delicato ruolo e delle ripercussioni nell'opinione pubblica del magistrato inquirente.

Aldo Cicala, 70 anni da compiere il 27 settembre, il ruolo di procuratore lo ha onorato con serietà e professionalità nonostante le difficoltà incontrate sul suo cammino: dalla strage di Viareggio all'inchiesta sulla presunta corruzione sulla pubblica amministrazione.

E ieri pomeriggio alla casermetta San Pietro sulle Mura, la sede messa a disposizione dell'associazione carabinieri in congedo, ha voluto salutare non solo i colleghi (pubblici ministeri e giudici), ma anche i collaboratori: dalla polizia giudiziaria, alle assistenti sino agli autisti e alle centraliniste. Una testimonianza di affetto e di vicinanza perché Cicala, al di là del magistrato con pregi e difetti, è stato per tutti un “buon papà”. Una persona mai invadente e sempre pronta al dialogo e allo scambio di opinione.

Gli succede come facente funzioni il sostituto procuratore Fabio Origlio che ricoprirà l'incarico pro tempore probabilmente per un periodo di tempo che va da 9 a 12 mesi in attesa che il Consiglio Superiore della Magistratura nomini il nuovo procuratore di Lucca sulla base delle domande che perverranno e dei punteggi assegnati ai candidati (anzianità di servizio, incarichi giurisdizionali a livello nazionale e internazionale, ecc). E il nuovo capo ufficio ridistribuirà i carichi di lavoro in base alla materia da trattare.

Pur non amando le luci dei riflettori Cicala, vedovo, due figli e una nipotina che tra dieci giorni sarà la fonte primaria dei suoi pensieri, pur mantenendo una riservatezza di fondo ha compreso il nuovo ruolo multifunzionale del magistrato nella società contemporanea.

E com'è riuscito - lui uomo del Novecento - a “impadronirsi” dei mezzi informatici (dalla penna al computer, dalla lettera all'email) è pure riuscito attraverso gli organi di informazione a far passare messaggi importanti per vicende che, al di là del segreto delle indagine, hanno toccato l'opinione pubblica.

Un napoletano amante dei film di Totò che dopo aver vissuto per quasi 35 anni tra Pavia e Voghera (come sostituto procuratore prima e come giudice civile e penali poi con una parentesi come procuratore circondariale a Pavia) è riuscito a integrarsi bene anche in Toscana. Non era facile sostituire un magistrato di altissimo profilo come Giuseppe Quattrocchi che ha lasciato un impronta indelebile nell'ufficio requirente lucchese.

Cicala con la sua bonomia, la sua cordialità e la passione per il lavoro è riuscito a traghettare la procura nel terzo millennio affidandosi alla modernità dell'informatica. Poche parole, una certa commozione e un ringraziamento per tutti coloro che gli sono stati vicini durante il suo “settennato”.

«Noi magistrati dobbiamo essere umili cercando di dare risposte ai cittadini anche sulle piccole cose». Una frase che rappresenta il suo tratto distintivo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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