Sicurezza
La Provincia vende la sede della questura
Inserita nel piano delle alienazioni insieme alla villa dell’ex provveditorato
LUCCA. Il piano è stato approvato all’ultima seduta utile del consiglio provinciale, prima delle elezioni del nuovo ente. Ed è uno dei dossier più significativi che si troverà in mano il nuovo presidente, Luca Menesini. Perché nel “Piano delle alienazioni e valorizzazioni” firmato dall’architetto Francesca Lazzari è prevista la vendita, nei prossimi due anni, di immobili importanti in mano a Palazzo Ducale, a partire dalla questura e dell’ex provveditorato. Una partita delicata, che si intreccia a doppio filo con il futuro del Campo di Marte. E che Menesini sarà chiamato a disputare, sulla base di quanto approvato dal consiglio uscente.
La questura. Quello di palazzo Lazzareschi e Lazzeroni, l’immobile di viale Cavour che ospita la polizia, è il caso più intricato. I beni culturali lo hanno vincolato ed è in corso di definizione la richiesta di autorizzazione alla vendita. Che il piano prevede di eseguire già nel 2016, con una valutazione di sette milioni e mezzo. Dovesse arrivare il placet, le strade che si aprono sono (almeno) tre. La prima - che appare più remota - è quella della vendita sul mercato. La seconda è quella che ha come premessa la realizzazione della nuova sede della questura nella “cittadella della sicurezza” al Campo di Marte. In questo caso, la Provincia potrebbe offrire una permuta all’Asl: palazzo Ducale entrerebbe in possesso di parte del dimesso Campo di Marte, mentre l’Asl “girerebbe” palazzo Lazzareschi alla Regione che potrebbe venderlo. Cominciando, così, a ottenere soldi per la copertura parziale dei costi del San Luca. Una strada che, tuttavia, sembra in salita, visto che finora l’Asl non si è dichiarata interessata alla permuta.
E allora si apre una terza possibilità, che passa attraverso il fondo immobiliare promosso da Invimit, società del ministero dell’economia che ha a disposizioni soldi per comprare immobili affittati dal ministero dell’interno (come, appunto, la questura). Una strada che potrebbe valere anche per la caserma dei carabinieri di San Concordio (valutazione due milioni e mezzo) e quella dei vigili del fuoco di Lucca (che vale 7.300.000 euro).
L’ex provveditorato. Più lineare dovrebbe essere la vendita della splendida (ma malmessa) villa Giurlani, l’edificio di via Barsanti e Matteucci che ha ospitato a lungo il provveditorato: la vendita è prevista a una base di 3.415.000 euro.
Il caso-Viareggio. Al di là del Monte di Quiesa ci sono tre casi peculiari: l’ex caserma dei carabinieri in via Mazzini, l’ex Inapli e la caserma dei vigili del fuoco. Per questi è stato avviato il procedimento semplificato di variante al regolamento urbanistico. Che, però, attualmente è definito solo per l’ex Inapli, mentre per gli altri due immobili è in attesa di sviluppi. Dovessero concludersi le procedure, la Provincia prevede di vendere l’ex sede dei carabinieri a 6.450.000 euro e la caserma dei vigili del fuoco a tre milioni: questo secondo affare, tuttavia, è subordinato al trasferimento in una nuova sede per i pompieri. Per l’ex Inapli, invece, si prevede di riqualificarlo con l’intervento di privati e di fondazioni (a partire da quella delle Cassa di Risparmio) per utilizzarlo con finalità sociali.
Le altre vendite. Nell’elenco approvato dal consiglio provinciali ci sono anche altri immobili “minori” da vendere fra 2015, 2016 e 2017. Si tratta di ex alloggi in località Montiscendi, a Pietrasanta (575.000 euro), di un magazzino sulla provinciale 20 (65.000 euro), del centro per l’impiego di Castelnuovo Garfagnana, ritenuto troppo grande rispetto alle necessità (un milione), dell’abitazione di guardianaggio del liceo Vallisneri (400.000 euro), di un terreno a confine con lo stesso liceo (42.600 euro) e di un relitto stradale a Velventosa, nel comune di Seravezza (138.600 euro). In totale, la Provincia prevede di incassare oltre 32 milioni.
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