Finanza
Trappole per i cinghiali a Sant’Anna
Ordinanza del sindaco per catturare gli animali dopo i continui avvistamenti a due passi dalle case e sulle strade
LUCCA. A "caccia" di cinghiali... a due passi dalla città. Come era stato anticipato durante il vertice in prefettura dedicato proprio all'allarme cinghiali, il Comune di Lucca ha dato il via libera all'ordinanza (la cui prima stesura era stata presentata proprio nella stessa riunione) per cercare di eliminare o, almeno, ridurre, il pericolo rappresentato dai cinghiali.
Il riferimento alla lotta al cinghiale, che rappresenta la normalità se ci riferiamo a un territorio agricolo o boscoso, o a qualche isolata zona di montagna, però, a pelle, può suonare strano in un'ordinanza di un Comune di pianura di poco meno di 90mila abitanti. Ma, in realtà, ha una sua piena logica. Sì, perché come emerso sempre durante quel famoso incontro in prefettura, ma anche dalle cronache e dalle sempre più numerose testimonianze di chi ha avuto un incontro ravvicinato con questi animali, l'habitat del cinghiale negli ultimi tempi è cambiato. O, meglio, si è allargato. Non più solo boschi o campi incolti il più possibile lontano dall'uomo. Ormai, vuoi per la carenza di cibo nelle zone più isolate, vuoi, anche e soprattutto, per la moltiplicazione esponenziale degli esemplari, i cinghiali si sono avvicinati e parecchio alle periferie delle città, dove per loro è anche più facile reperire del cibo.
Le conseguenze sono facilmente immaginabili. E se per chi vive in campagna e fa l'agricoltore i cinghiali sono animali fastidiosi per i danni che producono alle coltivazioni, per chi vive o viaggia in città incontrare uno di questi animali può avere conseguenze anche peggiori, vuoi per il rischio di aggressioni (se spaventati questi animali possono caricare), vuoi perché possono facilmente provocare incidenti attraversando le strade. un caso quest'ultimo non insolito, anche per strade assai trafficate.
E se questi animali decidono di "venire a vivere" in una zona densamente popolata, a due passi non da un casolare di campagna ma da delle case popolari, ecco che si spiega quell’ordinanza urgente, firmata ieri dal sindaco Tambellini, «per il contenimento delle popolazioni di cinghiali costituenti pericolo per la pubblica incolumità in alcuni punti del territorio comunale».
Sì, perché nel parco di Sant’Anna, in mezzo a una zona densamente popolata, circondata da abitazioni e con le case popolari da un lato e via Einaudi dall’altro, vicino alla trafficata via Sarzanese, da qualche tempo sono arrivati i cinghiali. Lo dimostrano le continue segnalazioni di avvistamenti, specialmente nelle ultime settimane. Anche in pieno giorno, talvolta avvistati mentre attraversano le strade della zona. Insomma, mai prima di ora si erano visti – se non in epoca preindustriale – i cinghiali così vicini alle mura.
Da qui la necessità di intervenire, di cacciare, appunto, quei cinghiali. Solo che non si potrà praticare una caccia intesa in senso classico, per intendersi quella con il fucile in spalla pronti a sparare una volta avvistata la preda, perché la zona interessata è in mezzo alle case. L’ordinanza comprende anche una mappa dell’area direttamente interessata dal provvedimento che è grosso modo quella compresa tra Corte Martinelli a Nord, via Einaudi a Est, via Pisana a Sud e viale del Bozzo a Ovest. Qui verranno piazzate delle trappole mobili per la cattura degli animali, trappole che di volta in volta saranno spostate all’interno dell’area a verde. Queste attività saranno svolte dalla polizia provinciale in collaborazione con la municipale.
L’operazione durerà un paio di settimane: l’ordinanza, entrata in vigore ieri, prevede l’adozione del provvedimento fino al prossimo primo ottobre.
Niente colpi di fucile dunque. Gli animali saranno catturati vivi, anche se il loro destino sarà comunque segnato. I cinghiali che saranno catturati, continua infatti l’ordinanza, saranno soppressi, secondo le modalità concordate con il servizio veterinario dell’Asl. I capi abbattuti saranno poi destinati a enti di beneficenza e assistenza pubblica presenti sul territorio e, nel caso questo non sia possibile, saranno destinati, attraverso il comitato di gestione dell’Atc lucchese, ai residenti che abbiano subito danni riconducibili appunto ai cinghiali (e, anche restando tra le sole aziende agricole appena fuori dalla periferia, i soggetti danneggiati non mancano certo).
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