Sicurezza
«Ci lascia una persona ricca di umanità»
L’amico ristoratore Giuliano Pacini e il sindaco Alessandro Tambellini tracciano un profilo di Sari
LUCCA. Anche il suo edicolante di fiducia - Alberto «None» Gallacci di piazza dei Cocomeri - stenta a credere che Paolo non ci sia più. Figuriamoci un amico vero, una persona che con lui ha condiviso un percorso umano e professionale come Giuliano Pacini il titolare de «La Buca di S. Antonio»: «Ne abbiamo fatta di strada insieme. - dice commosso - Pensi che sino a 15-20 anni fa andavamo in vacanza nello stesso periodo al bagno Sodini di Lido di Camaiore. Vicini di ombrellone e anche lì, nonostante il divieto che ci eravamo imposti, si finiva per parlare di lavoro. Abbiamo sempre creduto alla cucina tipica del territorio. Ricordo quella grande cena realizzata assieme alla fine degli anni Settanta in S. Francesco con l’Accademia della Cucina. Da noi venivano Gualtiero Marchesi, Roger Vergé, il compianto Franco Colombani, Veronelli e tutti gli chef più famosi. Lui è stato ai fornelli sino a quando ha potuto lavorare. Il suo locale era sempre pieno, ma non si è mai montato la testa. Una persona riservata che sapeva trattare con gli artisti e con i meno fortunati. Sono contento che sua figlia Marilina ricalchi le sue orme». Anche il sindaco Alessandro Tambellini cliente affezionato del locale ricorda con affetto Paolo Sari: «Ho conosciuto la trattoria da Giulio quando andavo al liceo. Non era solo un luogo dove si mangiava. Era un punto di aggregazione. Paolo era una persona di notevole spessore interiore. Simpatico, sorridente e di un’umanità sconfinata. Bastava vedere il modo in cui accoglieva le persone. Anche le più umili, le più povere che non avevano i soldi per pagare il conto. Paolo mancherà alla nostra comunità». (l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
