Attenzione
Rapinatore in carcere dopo 5 anni
Componente di un commando stile «Arancia Meccanica» era fuggito in Albania
LUCCA. Nell’ottobre di cinque anni fa era stato condannato in tribunale a 10 anni di reclusione per la rapina avvenuta nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2008 in una villetta in località Tavolaia a Marginone di Altopascio. Xhevdet Plaka, 32 anni, albanese, era ricercato dal dicembre 2009. Doveva scontare 8 anni, 11 mesi e 29 giorni e si era reso irreperibile. Ma la latitanza del bandito è durata poco più di un anno. Poi i carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo - attraverso gli uffici dell’Interpool e con la collaborazione della polizia albanese - hanno localizzato Plaka in Albania. Si trovava nel villaggio di Shtith nel comune di Gradishte vicino ad Elbasan e lavorava come impresario edile. Lì un mandato di arresto internazionale emesso dal tribunale di Lucca la scorsa settimana ha portato all’arresto e alla traduzione in carcere del malvivente in attesa dell’estradizione in Italia.
Arancia meccanica. Plaka era stato condannato per associazione a delinquere finalizzata a compiere furti e rapine e ad impadronirsi del mercato della prostituzione nel triangolo Altopascio-Montecatini-Pontedera. I carabinieri non avevano dubbi - e le conferme sono arrivate con la condanna - che Plaka facesse parte del commando stile «Arancia Meccanica» che assalì la casa colonica nell’altopascese terrorizzando una vedova di 72 anni e la figlia invalida di 52 che si erano barricate in camera da letto dopo aver sentito i colpi alla porta di casa che venne buttata giù. L’anziana donna venne scaraventata a terra e le fu strappata la catenina d’oro dal collo. La sua abitazione fu ripulita dei soldi che aveva in casa e fu minacciata di violenza sessuale.
Incastrato dal Dna. Plaka venne incastrato dal Dna. Per gli inquirenti fu uno dei quattro banditi incappucciati, armati di spranghe e di mazze da baseball che, dopo aver sfondato le porte d’ingresso e della camera da letto, rapinarono Moranda Giannotti e sua figlia Fulvia Carmignani costringendole a consegnare tutti i loro averi: 120 euro, una spilla d’oro e una collana.
Ulteriori accertamenti. Plaka, che all’epoca viveva a Capannori, dopo il periodo di custodia cautelare ottenne un permesso dal carcere e nel dicembre 2009 fecee perdere le sue tracce sottraendosi alla pena definitiva dell'aprile 2014 e anche ad una successiva condanna a un anno intervenuta nel luglio del 2014 per rissa e lesioni . Sono in corso indagini per accertare se il latitante abbia ricevuto appoggio logistico da terzi finalizzato ed eludere le ricerche.
Luca Tronchetti
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