Il Tirreno

Lucca

Il paese che vuole tornare alla luce

di Luca Dini
Il paese che vuole tornare alla luce

Fabbriche: pressing sull’Enel per svuotare il bacino

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VAGLI. Svuotate quel lago. Il tormentone estivo legato al lago di Vagli Sotto e al paese sommerso di Fabbriche di Careggine è destinato ad andare avanti. Non solo perché in questi giorni le acque del lago sono state abbassate fino a far emergere alcuni fabbricati isolati, e qualcuno sperava fosse il primo passo verso uno svuotamento totale, ma perché la portata di un simile evento avrebbe ricadute economiche e occupazionali vitali per tutta la Valle del Serchio.

Un’occasione dunque troppo importante per farsela sfuggire. Certo, le difficoltà non mancano e magari l'estate 2016 non sarà quella buona, ma si continuerà a parlare del lago e del suo paese sommerso. Intanto, il sindaco Mario Puglia, sicuramente l'ultimo ad arrendersi, è soddisfatto per la ripresa dei lavori al ponte tibetano che unirà le due sponde del lago e che, anche se con alcuni mesi di ritardo, sarà presto pronto andando a completare il parco dell'onore e del disonore. Dal 1994 a oggi, come mai Fabbriche di Careggine non è più riemersa? A distanza di oltre 21 anni, quale sarebbe una possibile stima sulle visite al lago? Enel aveva previsto di svuotare il lago ogni 10 anni circa: dal 1958 si passò al 1974 poi 1983 e infine 1994. Già nel 2002 in prossimità dunque della scadenza, l'azienda fece sapere che non sarebbe stato effettuato.

I motivi principali per cui non è stato più svuotato sono due a cui se ne unisce un terzo da non sottovalutare. Il più rischioso riguarda l'importanza che il bacino ha assunto per tutto il sistema idrico generale, tanto che proprio nella calda estate del 2002 fu il lago di Vagli a “salvare” Firenze e altre città toscane dalla siccità. Troppo pericoloso quindi lasciarlo a secco. A questo si unisce il fatto che la necessità di svuotarlo per effettuare manutenzione non è più stringente grazie ai progressi della tecnica. Infine, terzo motivo, svuotare e riempire il lago ha comunque dei costi economici. Che sarebbero sicuramente recuperabili da tutto l'indotto turistico e commerciale di un tale evento. Infatti, per rispondere alla seconda domanda iniziale. In 20 anni il mondo è notevolmente cambiato specie sul piano della comunicazione: se nel 1994 si stimarono circa un milione di visitatori, oggi con Facebook, gli altri social e in generale un utilizzo più diffuso di internet, è stimabile un forte incremento di visitatori .

Secondo gli esperti, Fabbriche, a distanza di 20 anni è ancora pressoché intatta. Insomma, il capitolo paese sommerso rimarrà aperto. Anche perché con un sindaco come Mario Puglia non finirà certo nel dimenticatoio. Non dimentichiamo che a primavera ha lanciato anche il piano B, ovvero far sì che il paese sia comunque sempre visible anche a lago pieno. Come? Con una cupola che lo protegga, ad esempio. O con un'ascensore subacqueo. Tutte idee, magari molto fantasiose, che il sindaco ha però chiesto di concretizzare ad architetti ed ingegneri aprendo un bando proprio per vedere se esiste un progetto fattibile. Intanto Puglia a breve inaugurerà il ponte tibetano che collegherà le due sponde del lago. Ultimo intervento di un'estate ricca di idee, visto che il ponte completerà il parco dell'onore e del disonore ovvero quel parco dove il sindaco ha posizionato le statue in marmo di capitan Schettino, rappresentato con le orecchie da asino, e del comandante De Falco, e dove ha poi successivamente aggiunto quella di Fabrizio Quattrocchi.

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