Il Tirreno

Lucca

Il Capitano tre volte in cima al mondo

di Arianna Bottari
Il Capitano tre volte in cima al mondo

Titoli iridati ed europei per il musher marliese. Successi raggiunti con i suoi amati Husky: «Senza coccole non corrono»

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CAPANNORI. Freddo, fatica e dei compagni particolari, da cui non bisogna mai staccarsi. Lo sleedog è uno sport povero, lontano dalle prime pagine dei giornali. Si tratta di una disciplina molto praticata nei Paesi del nord Europa e del nord America, assai meno in Italia. È uno sport duro e impegnativo, tanto per i cani quanto per il musher, come viene chiamato il conducente della muta che tira la slitta. Ma ai suoi praticanti sa regalare momenti di autentica magia: attraversare le valli imbiancate, immergersi nel silenzio dell’inverno, sfrecciare sulla neve a bordo di una slitta trainata dal puro istinto animale, è qualcosa che solo in pochi possono dire di aver fatto.

Martini era innamorato di queste sensazioni. Per prepararsi al meglio alle gare con i suoi cani, quasi ogni giorni percorreva a piedi le strade che collegano Marlia a Matraia. Le condizioni meteo erano un dettaglio che non pesava: freddo, pioggia e vento del resto erano i suoi elementi. A questa rigida pratica aggiungeva gli allenamenti sui sentieri sterrati delle Pizzorne e le uscite in bicicletta. Un fisico allenato, quello del Capitano – come lo chiamavano i componenti del team italiano ai tempi dei trionfi mondiali – che alla preparazione dedicava tempo ed energie. A supportarlo nei suoi sforzi, la moglie Gabriella (che per un po’ ha praticato lo sleddog) e le due figlie, che mai hanno fatto mancare al campione marliese il loro supporto.

Un supporto necessario, visto che accudire una dozzina di Husky, costa tempo e sacrificio. «Spendiamo circa cinque ore al giorno dietro ai cani – racconta Martini al Tirreno nel 2009 – Dobbiamo dar loro da mangiare, allenarli e naturalmente assicurargli moltissime coccole. Senza quelle non corrono».

La sua passione per gli amici a 4 zampe nasce nel 1993 con l’acquisto del primo Siberian Husky. Il passaggio dagli esemplari da compagnia a quelli da slitta, arriva di lì a poco e nel 2000 Martini inizia quella carriera agonistica che lo porterà a girare Italia ed Europa a bordo di una slitta.

Una passione nata per gioco, ma che ben presto, sull’onda dei successi ottenuti, diventa secondo lavoro. La prima vittoria importante arriva nel 2001, con la medaglia d’oro ai Mondiali Fiste di Annaberg, in Austria. Grazie a quella medaglia ottiene la sponsorizzazione della Provincia di Lucca. La stagione 2008/2009 è la migliore di tutte: ai mondiali di Werfenweng, sempre in Austria, domina la 16 chilometri e conquista il terzo titolo iridato della carriera (nel 2001 e 2003 gli altri due).

Successi che gli valgono riconoscimenti anche lontano dai campi innevati: dopo i trionfi austriaci viene ricevuto in Comune a Capannori: a premiarlo ci sono il sindaco Giorgio Del Ghingaro, e l'assessore allo sport Giuseppe Bandoni. Nel 2011 è addirittura il ct della nazionale di calcio Marcello Lippi a consegnargli l’ennesimo riconoscimento.

Nel ricco palmares di Martini ci sono anche un primo posto agli europei del 2004 e due secondi posti, uno ai mondiali e un altro agli europei. In più vari titoli italiani, ottenuti sulla neve ma non solo: nel 2008 si aggiudica anche il titolo italiano di corsa con la slitta sullo sterrato. Nel 2012 ancora un trionfo, con il primo posto al Campionato Europeo Sprint Fistc, a Tarvisio.

Nonostante i successi internazionali, Martini ha sempre continuato la sua vita di uomo normale. Una vita fatta di sacrifici e lavoro, come lui stesso sottolineava in un’intervista al nostro giornale. Solo lo stipendio di operaio gli permetteva di dedicarsi allo sleddog, uno sport povero di sponsorizzazioni e premi in denaro. Eppure, con poche risorse a disposizione e un clima che di certo lo favoriva, Martini e i suoi fidati cani sono riusciti a imporsi a livello mondiale. Cosa che solo i grandi sanno fare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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