Il dolore
Bocciata, promossa e... bocciata
Errore nella pubblicazione dei tabelloni al Machiavelli, la furia dei genitori
LUCCA. Prima bocciata, poi promossa, poi di nuovo bocciata. La storia non è delle più simpatiche: a raccontarla spetta alla madre di una ragazza di 16 anni che frequenta il liceo delle scienze umane in via San Nicolao (l’Isi “Machiavelli”), rimandata a settembre con tre “debiti formativi”: «Mia figlia a giugno è stata rimandata con tre materie, francese, matematica e italiano. I primi di settembre ha sostenuto gli esami, che però non sono andati molto bene; infatti la mattina dell'8 settembre la coordinatrice didattica mi ha chiamato sul cellulare per avvertirmi della mancata promozione. Fino a qua tutto normale, lasciando da parte l'amarezza per la bocciatura, se non fosse che il pomeriggio stesso i compagni di classe di mia figlia sono andati a vedere i cartelloni con gli esiti degli esami e, sorpresa! Accanto al nome di mia figlia, alla data di nascita e alla media dei voti, c'era scritto “promossa”. A quel punto, rincuorata, sono andata a ordinare i libri per il nuovo anno: non ho richiamato la coordinatrice, perché pensavo si fosse confusa. Mi sono fidata di quello che c'era scritto sul foglio, timbrato e firmato dall'istituto».
Quello che poteva sembrare un disguido a lieto fine, in realtà, si trasforma in poche ore in un vero incubo: i genitori della ragazza, infatti, dopo aver ordinato i libri per la terza, incuriositi dall'incongruenza delle due versioni, si sono recati all'istituto per chiedere spiegazioni. «La coordinatrice non c'era, così ho parlato con un altro professore, che si è riunito con altri docenti per capire la situazione – continua la mamma - dopo venti minuti di attesa sono usciti e mi hanno comunicato di essersi sbagliati a scrivere, che in realtà mia figlia non era stata promossa. Mi hanno parlato di un errore, erano mortificati. A me però le scuse non bastano: in tutta questa faccenda è mancato il rispetto verso mia figlia. Chi avrebbe dovuta tutelarla in realtà le ha fatto provare una grande umiliazione. Sul tabellone tra l'altro oltre al nome e alla data di nascita, c'erano anche i voti nelle varie materie, con la media finale del 6,10. Una media che mi tornava rispetto all'andamento scolastico e ai voti sul libretto. A questo punto chiedo la riammissione in terza e sono decisa ad andare fino in fondo alla vicenda, coinvolgendo anche l'ufficio scolastico provinciale e, se necessario, un avvocato». (n.d.)
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