Sicurezza
Trattative in corso per far riemergere il paesino sommerso
Vagli: Incontri con Enel per convincerla a togliere l’acqua dal bacino artificiale che ricopre Fabbriche, intanto la siccità ha riportato alla luce due case illudendo tanti che l’operazione svuotamento fosse già iniziata
Ecco le foto dei primi edifici riemersi
VAGLI. Al lupo, al lupo, svuotano il lago di Vagli. Si potrebbe sintetizzare così quanto sta avvenendo sui social network.
Infatti, da sabato, le acque del lago sono calate e sono emerse alcune costruzioni. Ma non si tratta delle case di Fabbriche di Careggine, ma di due edifici che si trovano più in alto nell'invaso e che emergono ogni qualvolta le acque del lago vengono abbassate. Qualcuno ha pensato che fosse l'inizio della procedura di svuotamento, qualcun'altro ha ipotizzato che a breve sarebbe spuntato il campanile (difficile dato che si trova 45 metri sotto il livello consueto delle acque del lago). Ma così non è e così non sarà.
L'abbassamento del lago dipende dalla siccità di queste settimane con l'invaso di Vagli come sempre fondamentale risorsa idrica per tutta la Toscana. Uno dei diversi motivi per cui Enel non ha più svuotato il bacino da quell'ormai lontano 1994. Ma il 2016 sarà l'anno buono? È stato certamente il tormentone estivo, lanciato dal sindaco di Vagli, Mario Puglia, lo scorso 30 maggio e tenuto “in vita” diversi mesi fino alla smentita ufficiale di Enel.
Eppure... Se Puglia ha minacciato di optare per la linea dura, chiedendo ad Enel una quota importante per l'utilizzo di alcune gallerie comunali, e se la stessa azienda è stata ferma nel ribadire che lo svuotamento non avverrà, ecco che sotto traccia qualcuno sta lavorando perché ciò avvenga. Gli incontri che tanto auspicava il sindaco tra Enel e i politici della zona, dai parlamentari al consiglio regionale fino agli altri sindaci della Garfagnana, non sono fantasia. Si sta lavorando per mettersi ad un tavolino e capire se è davvero impossibile riportare alla luce il paese sommerso. Farlo vorrebbe dire dare un input economico strabiliante a tutto il territorio. Basti pensare che nell'estate del 1994 si contarono circa un milione di persone in visita al lago di Vagli, oggi con il tam tam su internet e sui social, quel record potrebbe essere polverizzato per la gioia di tutto il settore turismo e commercio della Valle del Serchio, come dimostra il fascino che ancor oggi esercitano quei luoghi.
Chissà dunque che in questi mesi invernali, a fari spenti, il progetto di riportare alla luce Fabbriche di Careggine non assuma contorni concreti.
Il paesino di Fabbriche fu fondato nel XIII secolo da una colonia di fabbri ferrai provenienti da Brescia. Dopo l'arrivo degli Estensi il paese era destinato a divenire uno dei maggiori fornitori di ferro dello stato, e fu dotato di un mulino oltre che della possibilità di poter godere di agevolazioni sul trasporto materiali. Risale a quel periodo, dopo il 1755, la realizzazione della via Vandelli che collegando Modena a Massa attraversava il torrente Edron. Il declino della via coincise con la decadenza di Fabbriche e gli abitanti tornarono a fare contadini e pastori prima dell'arrivo del marmo nei primi del '900.
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Nel 1941, sotto il regime fascista, la Selt-Valdarno, oggi di Enel, decise di costruire il bacino idroelettrico con la diga realizzata tra il 194 e il 1953. Una diga alta 92 metri ed in grado di contenere 32milioni di metri cubi di acqua. Le 31 case di Fabbriche furono sommerse, i 146 abitanti trasferiti a Vagli Sotto. Il lago fu da allora svuotato nel 1958, 1974, 1983 e 1994. La cadenza quasi decennale fu poi interrotta sia per l'evoluzione dei sistemi di manutenzione della diga sia per l'importanza idrica assunta dal bacino.
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