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Il prete non c’è, i fedeli fanno da soli
È accaduto nella chiesa di Carignano dove i parrocchiani hanno deciso di “autogestire” la funzione religiosa
LUCCA. Il prete non arriva e allora i parrocchiani decidono di “autogestire” la funzione religiosa. È avvenuto domenica 13 settembre nella chiesa di Carignano dove da tempo don Franco, l’anziano parroco di 88 anni, viene sostituito da un religioso che però non si è presentato.
Lasciando nella costernazione le circa ottanta persone che si erano radunate nella chiesa per la funzione domenicale delle 10 di mattina.
Un breve conciliabolo e subito è stata presa la decisione, anche grazie all’intervento di un vigile urbano in pensione che è anche un diacono. Questo ha permesso alla comunità “autoorganizzata” di svolgere le letture dei testi sacri e di poter fare la comunione. Il tutto in una ventina di minuti circa, dalle 10.20 alle 10.40.
Anche se il problema di ieri è stato in qualche modo superato, rimangono comunque i problemi per una comunità che chiede alla Diocesi di intervenire quanto prima per garantire la presenza regolare di una sacerdote che possa officiare la Messa nella chiesa di Carignano.
Un problema che riguarda la parrocchia di Carignano, così come molte altre della nostra diocesi (e non solo). Comunità che devono fare i conti innanzitutto con la penuria sempre più importante dei sacerdoti.
E se sicuramente le più svantaggiate sono le parrocchie delle frazioni di periferia, non va molto meglio in centro storico. Dove don Lucio Malanca ha deciso di rivedere l’orario delle messe fra il sabato e la domenica, riducendole da cinque a sei: una rivoluzione che partirà dalla prossima domenica 20 settembre.
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