Attenzione
Ventimila lumini per Santa Croce: solo in sei dicono “no”
Cresce il numero di ceri lungo il percorso del corteo in centro storico. Quest’anno sono pochissimi i negozianti che hanno deciso di non aderire
LUCCA. Incastrati sopra le vetrine, appesi sui palazzi, protetti all'interno di tanti bicchieri di plastica e in caso di vento forte, isolati da un "coperchio" che consente di proteggere la fiamma.
In tutto sono circa ventimila i ceri che illumineranno le strade del centro storico di Lucca durante il passaggio delle processione di Santa Croce. Sedicimila quelli posizionati sopra le vetrine dei negozi ma anche sugli edifici storici della città, sulle chiese e sui campanili. I restanti quattro mila verranno invece consegnati ai turisti che affolleranno il percorso durante la cerimonia.
Quest'anno, la fornitura dei materiali ma anche il montaggio, l'accensione dei lumini e lo smontaggio, sono state affidate, tramite una gara, alla società cooperativa "Agricola Morelli"che si è occupata di "illuminare" quasi tutti gli edifici che si trovano lungo il percorso della processione.
Rispetto agli anni scorsi infatti, diminuiscono i buchi neri e con essi le reticenze di alcuni commercianti che quest'anno hanno deciso di aderire all'evento in maniera molto più massiccia. «Solo sei attività che si trovano lungo il percorso della processione - dice Fabrizio Monelli, responsabile della cooperative - si sono opposte al montaggio dei lumini».
Al lavoro da agosto. Ma in come si allestisce una luminara e chi è che lavora nel dietro le quinte di questo spettacolo? Il metodo è chiaro, fa capire il titolare della cooperativa Morelli: vietato improvvisare. «Le donne della cooperativa - spiega Fabrizio Monelli - già a fine agosto, bruciano gli stoppini dei ceri per la prima volta in modo che, poco della processione, sia poi più facile e veloce accenderli».
Poi si passa alla manutenzione e al montaggio vero e proprio delle piattaforme. «Ai primi di settembre abbiamo cominciato la fase di montaggio - spiega ancora il titolare della cooperativa Morelli - mentre gli ultimi giorni prima della processione sono dedicati al posizionamento dei bicchieri di plastica che contengono i lumini. Di solito ci muoviamo con un certo anticipo, preferiamo lavorare con poco personale per più giorni per non creare intralcio lungo le strade del centro storico».
Il giorno della processione poi, entra in gioco la “squadra dell'accensione”: «In tutto saranno impegnati 32 uomini - dice Monelli - e ognuno avrà i suoi palazzi e le sue vetrine da accendere. Sei persone ad esempio accenderanno tutta la parte bassa che va da San Frediano a San Martino, altre quattro sono pronte a intervenire nel caso qualche cero si spegnesse».
E luce fu. Un lavoro meticoloso, che rischia, soprattutto quest'anno, di dover fare i conti con l'incognita maltempo. «Intorno alle 16 comincia l'accensione dei primi ceri - dice Monelli - se dovesse piovere fino alle 18 possiamo ancora farcela, se invece smettesse dopo le 19 potrebbe essere difficile intervenire. Il problema però è soprattutto il vento: grazie ai coperchi di metallo, dotati di "alette" da posizionare a seconda della direzione dell'aria, possiamo almeno in parte riuscire a controllarlo. I lumini antivento per ora non sono consentiti perché reputati troppo pericolosi».
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Sempre più in alto. Intanto, quest’anno, sono aumentate sia le zone illuminate (alcune lo sono per la prima volta), sia i negozi che hanno deciso di "accogliere" la richiesta del comune che invitava a una maggiore partecipazione. «In tutto abbiamo piazzato circa 1.500- 2.000 lumini in più - dice il responsabile della cooperativa Morelli - a testimonianza del fatto che l'adesione è aumentata: in tutto solo sei attività si sono opposte al montaggio dei lumini. Rispetto agli anni scorsi abbiamo lavorato anche per incrementare l'illuminazione soprattutto in altezza e per la prima volta sarà illuminato interamente anche il campanile della chiesa di San Giovanni».
Due anni fa invece, era stata la volta del tratto che va da piazza San Frediano all’incrocio di via Nuova, zona che in precedenza aveva tanti “buchi neri”.
La richiesta del Comune. «Limitare l’illuminazione elettrica nei negozi e nelle case ed esporre lumini di cera seguendo le tradizionali linee architettoniche degli edifici e/o tappeti alle finestre dei piani superiori». Questa una delle novità contenute nel documento del Comune che mette nero su bianco le modalità di partecipazione alla processione. Una precisazione rispetto alla delibera precedente che non prevedeva invece questo tipo di esortazione.
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