La manifestazione
Addio a Ilario Davini, commercio in lutto
Partendo da zero aveva creato un piccolo impero nel commercio delle bevande, oggi i funerali
CAPANNORI. Era una storia di sacrifici, forza di volontà, coraggio e tenacia quella che si nascondeva dietro il suo volto bonario, dietro il suo sorriso. Quel sorriso che si è spento per sempre, lasciando un profondo dolore nei suoi familiari e amici, ma anche un profondo vuoto in un’intera comunità.
Del resto in pochi, a Lammari, non conoscevano Ilario Davini. Novantanni, di cui quasi settanta trascorsi a lavorare. Titolare del centro vendita di vini, liquori e bibite di viale Europa, era il perfetto esempio di chi, nei paesi anglosassoni, definiscono “self made man”. E Davini, davvero, era un uomo che si era fatto da solo, partendo da zero e arrivando a costruire qualcosa di grande. Nato nel 1925, aveva 23 anni quando decise di buttarsi anima e corpo nel mondo del lavoro. Alle sue spalle le macerie e i lutti della guerra, davanti un futuro tutto da costruire. Quella di diventare commerciante fu una scelta dettata dal destino: la richiesta di ottenere un libretto di lavoro – in base alle leggi del tempo – non fu accolta perché la sua famiglia era proprietaria di un piccolo terreno. L’unica strada percorribile, ed è proprio il caso di parlare di strada, era quella di richiedere la licenza di venditore. Così fece e, il 6 novembre del 1948 ricevette la licenza di commercio porta a porta. Una bicicletta con due sacchetti al manubrio, e una ventina di litri d’olio che ogni giorni consegnava porta a porta.
Davini cominciò a farsi conoscere, il giro di affari si allargò, la bicicletta diventò una Lambretta, la Lambretta diventò un’Ape, e l’Ape diventò un furgone. E non trasportava più solo olio, ma anche altri prodotti, fino a ottenere, nel 1962, la licenza per la vendita del vino. Un lavoro massacrante, che lo portava ogni giorno a viaggiare per tutta la provincia di Lucca.
All’età di 63 anni, quando in molti cominciano a pensare al riposo e alla pensione, Ilario Davini fece il grande salto, creando un magazzino per la vendita di birre e liquori all’ingrosso. Passano una decina di anni, ma la voglia di riposarsi non arriva. Anzi, Davini crea un nuovo magazzino in viale Europa. E oltre a rifornire bar e ristoranti crea anche un piccolo spazio per la vendita al minuto di vino.
In tanti anni Davini ha creato una società che dà lavoro a tante persone, e pur lasciando le redini ai figli Alessandro e Fabio (che dal padre hanno ereditato anche la grande voglia di fare), fin da ultimo ha partecipato alla vita dell’azienda di famiglia.
I funerali di Ilario Davini saranno celebrati oggi, alle 15,30, alla chiesa di Marlia. Ai suoi familiari giungano le condoglianze della nostra redazione.
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