Il Tirreno

Lucca

Dalla Garfagnana arriva un Sos

di Luca Dini
Dalla Garfagnana arriva un Sos

Danni all’agricoltura, ma anche rischio frane per il proliferare degli ungulati

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CASTELNUOVO. L’emergenza ungulati (dai cinghiali ai caprioli, dai cervi agli istrici) in Garfagnana arriva anche sul tavolo dell’Unione dei Comuni. L’assessore all’agricoltura David Saisi si schiera a favore della proposta di legge che presto sarà al vaglio del consiglio regionale. Nei giorni scorsi a Minucciano un cinghiale ha addirittura aggredito un anziano di 80 anni. Insomma, ci si interroga sulla questione ungulati, su una presenza che sembra fuori controllo, come nel resto della Toscana.

Problema serio e sentito che sta mettendo a rischio gli equilibri naturali del territorio e soprattutto il lavoro degli agricoltori. Uno dei motivi principali per cui i cinghiali si stanno avvicinando sempre più alle zone abitate, ad esempio, potrebbe essere dettato dall’aumento della popolazione di lupi in zona. Proprio in questi giorni si sta discutendo in consiglio regionale la proposta dell’assessore all’agricoltura Marco Remaschi di una legge obiettivo specifica sulla gestione degli ungulati selvatici (vedi sopra), per contenere la proliferazione di cinghiali e caprioli in Toscana.

«Una legge obiettivo sulla gestione degli ungulati selvatici è la soluzione migliore per fronteggiare una vera e propria emergenza che sta progressivamente disastrando l’economia rurale del nostro territorio. Questa direzione trova la piena condivisione e sostegno da parte dell’Unione Comuni Garfagnana – spiega David Saisi – la giunta dei sindaci ha affrontato più volte il problema e sa quanto sia necessaria una corretta regolamentazione per fare in maniera che anche il piccolo agricoltore o l’agricoltore di montagna non siano costretti ad abbandonare la terra e le già limitate produzioni tipiche».

I cinghiali provocano danni a campi di granturco, patate, cereali, spellicciamenti del tappeto erboso nei prati, nei giardini, nei pascoli, dove i contadini non riescono più a tagliare il fieno con i mezzi agricoli se prima non fresano di nuovo il terreno. Nei castagneti oltre a mangiare le migliori varietà di castagne, scavano fosse anche di enormi dimensioni causando smottamenti e caduta di alberi.

I caprioli, invece, provocano danni nella cimatura dei germogli delle giovani piante da frutta. Oltre allo scortecciamento del fusto di quelle già in fruttificazione, ma anche delle piante forestali e ornamentali. Per quanto riguarda i cervi ci sono zone in Garfagnana, specialmente sul lato Appenninico, con branchi che superano anche le trenta unità. Quando questi animali, che sono di grandi dimensioni, attraversano un campo di farro, di grano e altri cereali, questi vengono schiacciati con perdita totale della produzione. Anche i mufloni provocano danni simili ai caprioli, con la differenza che vivono nelle parti alte e rocciose delle Apuane e della Pania di Corfino, arrecando minori danni.

Attenzione anche agli istrici che recano danni molto ingenti alla coltivazione di patate, soprattutto ai piccoli produttori per uso familiare, distruggendo a volte l’intera produzione. Sui lupi, il fenomeno è in netto aumento con aggressioni ai greggi di pecore, anche in pieno giorno, mettendo a rischio l’estinzione della pecora autoctona garfagnina bianca.

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