Il Tirreno

Lucca

Oggi l’ultimo saluto al padre massacrato

di Luca Tronchetti
Oggi l’ultimo saluto al padre massacrato

I funerali alle 15 nella chiesa di San Michele di Moriano Il figlio omicida non ha chiesto di partecipare alle esequie

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LUCCA. Nessuna richiesta al pubblico ministero per consentire ad Andrea Gambino, 20 anni, l’omicida del padre Giuseppe, 67, pensionato, massacrato a colpi di casco mentre dormiva nella sua camera da letto dell’appartamento di via della Grotta a Saltocchio, di partecipare alle esequie del genitore. Il suo legale, avvocato Natale Dianda, dopo l’udienza di convalida in carcere (circa due settimane e mezzo fa) non ha più avuto contatti con il suo assistito. Si ripromette di andarlo a trovare nei prossimi giorni. «Della morte di Giuseppe Gambino mi hanno avvertito l’altra sera alcuni parenti della vittima. - dice il legale raggiunto nel suo studio alla SS. Annunziata - Per motivi di opportunità e vista la situazione che poteva venirsi a creare non mi è sembrato opportuno contattare in questo momento il mio assistito per chiedergli se volesse partecipare ai funerali del genitore. E non farò alcuna istanza in tal senso». Ulteriore conferma arriva dai carabinieri di Ponte a Moriano. Sono in contatto con il genero e con la figlia della vittima - entrambi presenti assieme al consorte dell’altra figlia Rosalia deceduta circa un anno fa - che hanno informato Andrea della morte del padre. Il giovane operaio è rimasto turbato e decisamente colpito, ma non ha manifestato alcuna intenzione di essere presente alle esequie.

I funerali. Si terranno in forma privata alle 15 nella chiesa parrocchiale di San Michele di Moriano e il corpo di Giuseppe Gambino verrà tumulato al termine della cerimonia liturgica nel cimitero di Saltocchio. Il decesso. Secondo i medici le lesioni craniche subite dall’ex operaio in pensione dell’Italzinc di Ponte a Moriano non avrebbero permesso una ripresa cerebrale di Gambino. Aveva riaperto gli occhi, ma si trattava di un movimento meccanico e il coma farmacologico indotto non aveva sortito gli effetti sperati. Inoltre le sue condizioni di salute non erano ottimali neanche prima della barbara aggressione da parte del figlio specie a livello respiratorio. La rottura della trachea oltre alla mandibola a pezzi e ad altri traumi alla testa sono risultate decisive.

L’inchiesta. Andrea Gambino resta in carcere e adesso la sua posizione processuale si aggrava: dovrà rispondere di omicidio volontario. Tra l’altro lui stesso, subito dopo l’arresto dei carabinieri, aveva rifiutato i domiciliari minacciando di buttarsi dalla finestra se lo avessero lasciato in quella casa.

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