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Lucca

Insegnanti, il giudice non decide

Insegnanti, il giudice non decide

Sull’inserimento in ruolo dopo l’errore del Ministero la riserva non viene sciolta

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LUCCA. L’attesa subisce un nuovo rinvio. Sessantacinque insegnanti precarie avevano presentato il ricorso d’urgenza al giudice del lavoro contro il ministero della Pubblica Istruzione perché escluse dalla graduatoria permanente ad esaurimento per l’assunzione a tempo indeterminato del 50% dei posti banditi. Il giudice Anna Martelli nel 99% dei casi si è riservata di decidere. E lo ha fatto anche sui ricorsi inerenti ai docenti di spagnolo e per gli Itp (insegnanti tecnico pratici, docenti di scuole secondarie superiori con competenze teorico-pratiche ai quali è affidata la responsabilità delle attività didattiche che si svolgono nei laboratori). Difficile prevedere quando scioglierà la riserva: potrebbero passare giorni, ma anche settimane.

Rinvio breve. Per un ricorso invece la decisione del giudice del lavoro è stata fissata per il 23 settembre. Riguarda un docente già inserito nelle Gae (graduatorie ad esaurimento) con riserva e di cui il suo legale, Luca Marchese, chiede l'inserimento a pieno titolo cancellando la riserva. Un caso meno complesso e che potrebbe avere una risposta positiva del giudice visto che, nell’ambito della discussione, è emersa la possibilità di una conciliazione con il Miur. In questo breve lasso di tempo (13 giorni) il giudice verificherà se sussistono realmente le basi per una conciliazione.

Gestione complessa. Una vicenda, al di là di come la si guardi, complessa sia per il giudice del lavoro che gli stessi avvocati. La maggior parte dei ricorsi riguardava l'inserimento in Gae dei diplomati magistrali e le cause erano state riunite per avvocato e avranno una decisione comune.

I motivi del ricorso. Attualmente le insegnanti in questione hanno usufruito della sospensiva e sono state inserite nelle graduatorie di circolo e di istituto utilizzabili soltanto per il conferimento di supplenze brevi e non per l’assunzione a tempo indeterminato. Ma le ricorrenti chiedono l’aggiornamento della graduatoria perché l’errore è stato commesso dal Miur. La piattaforma web «istanze on line» a un certo punto non avrebbe più consentito la registrazione nel sistemata telematico impedendo alle aventi diritto l’accesso alla rete per inserire i propri dati. Oltretutto il Consiglio di Stato con sentenza 1973/2015 ha imposto al Miur di consentire l’acquisizione delle domande dei diplomati magistrali nella terza fascia delle graduatorie ad esaurimento.

Luca Tronchetti

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