Sicurezza
Un albero sul tetto di Villa Puccini
Il proprietario: «Non è tramontato il sogno di farne un centro culturale, intanto stiamo lavorando sulla linea elettrica»
LUCCA. Un albero appoggiato al corpo centrale della villa. Un’immagine che fa male, è quella che offre adesso la storica Villa Puccini di Chiatri, sul Monte Quiesa, nell’ultimo lempo occidentale del Comune di Lucca. Sono passati cinque anni da quando l’ultimo proprietario del complesso, l’avvocato milanese Lionel Ceresi, in un’intervista al Tirreno, aveva parlato dei progetti sulla villa che fu del compositore. Un centro culturale, una scuola di arti musicali: questi i progetti che, però - l’aveva detto lo stesso proprietario - richiedevano un grosso sforzo economico.
«Era un sogno, ma quel sogno non è mai venuto meno», spiega lo stesso Ceresi, raggiunto nel suo studio.
La villa, albero a parte, si presenta vista da lontano in buone condizioni. Non così i vari annessi che la circondano, tra infissi (quando ci sono) malmessi, erbe lungo le scalinate in pietra, strada di accesso che è un tratturo ai limiti della praticabilità (ma forse – in questo momento – è un bene, visto che potrà servire a tenere lontani vandali o simili). In alto sul muro, scoloriti da tempo, una serie di cartelli a ricordare che si tratta di una proprietà privata e a vietare l’accesso al complesso. Niente però che faccia sperare in quel recupero annunciato cinque anni fa dalla proprietà.
«In realtà – spiega Lionel Ceresi – sul complesso stiamo lavorando eccome. Attualmente i lavori riguardano la creazione di una nuova linea elettrica al posto dei vecchi tralicci, con la costruzione anche di una cabina di distribuzione a servizio dell’intera frazione». Un intervento preliminare indispensabile per poter poi proseguire con gli eventuali lavori successivi, che dovranno interessare, appunto, soprattutto gli annessi e il parco.
E quell’albero appoggiato alla villa? «Lo so da lei adesso – continua Ceresi – dopo la bufera del marzo scorso c’è stato un intervento sugli alberi del parco». Insomma, si tratterebbe di una caduta successiva, magari di una pianta già indebolita dalla tempesta dello stesso 5 marzo. Tornando al “sogno” l’avvocato spiega come, in questo momento, anche in virtù della situazione complessiva, l’impresa possa apparire più difficile rispetto a qualche anno fa (anche perché per realizzare il centro culturale del sogno occorrerebbe la partecipazione di più soggetti, privati e no), ma facendo capire che la speranza non è morta, anzi («Adesso sono un po’ meno ottimista rispetto a qualche anno fa, ma conto di ritrovare quell’ottimismo nel prossimo futuro»). Un eventuale rinascita della villa però richiederebbe anche una serie di interventi collaterali, indispensabili per una sua valorizzazione. A partire dalla viabilità. E su questo punto l’avvocato Ceresi si mostra particolarmente sensibile: «Su questo ho il dente avvelenato, a 11 mesi dallo smottamento sulla strada che da Bozzano porta a Chiatri non è stato fatto nulla, se non mettere dei blocchi di cemento a chiudere il passaggio (che poi si passa lo stesso)».
Quello di una possibile rinascita di villa Puccini è un sogno non solo per la proprietà, ma per tutti gli amanti del territorio e del maestro lucchese. Compreso ovviamente il sindaco di Lucca, nonché presidente della Fondazione Puccini, Alessandro Tambellini: «Quella villa la conosco bene, ed è chiaro che come presidente della Fondazione mi piacerebbe inserirla tra i luoghi pucciniani. Abbiamo anche aggiunto il nome Puccini all’abitato di Chiatri, proprio per sottolineare questo legame. Però, come amministrazione, non abbiamo alcun margine di manovra, trattandosi di un edificio di proprietà privata».
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