Attenzione
San Giorgio, detenuto picchia tre agenti
LUCCA. Ancora tensione nel carcere di San Giorgio dove un detenuto tunisino responsabile di rapina aggravata, lesioni personale aggravate, furto e altro, ha prima picchiato tre poliziotti del carcere...
LUCCA. Ancora tensione nel carcere di San Giorgio dove un detenuto tunisino responsabile di rapina aggravata, lesioni personale aggravate, furto e altro, ha prima picchiato tre poliziotti del carcere e poi ingerito pezzi di plexigas derivanti da alcuni pannelli che lui stesso aveva mandato in frantumi. A darne notizia è Donato Capece, segretario generale Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe.
«Sono stati momenti di alta tensione, gestiti al meglio dal personale di Polizia penitenziaria che con grande professionalità ha impedito conseguenze più gravi all'interno della casa circondariale di Lucca, che alla data del 31 agosto scorso risultava affollata da 112 detenuti, 20 in più rispetto ai posti letto regolamentari. È uno stillicidio costante e continuo: i nostri poliziotti penitenziari continuano a essere picchiati e feriti nell'indifferenza delle autorità regionali e nazionali dell'amministrazione penitenziaria, che sono per altro costrette a confermare l'aumento delle violenze contro i baschi azzurri del corpo nonostante il calo generale dei detenuti ma che nonostante ciò non adottano alcun provvedimento concreto perché queste folli aggressioni abbiamo fine, ad esempio sospendendo quelle pericolose vergogne chiamate vigilanza dinamica e regime penitenziario aperto».
Pasquale Salemme, segretario regionale Sappe della Toscana, evidenzia infine «la professionalità, la competenza e l'umanità che ogni giorno contraddistingue l'operato delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria con tutti i detenuti per garantire una carcerazione umana ed attenta pur in presenza ormai da anni di oggettive difficoltà operative, le gravi carenze di organico di poliziotti, le strutture spesso inadeguate. Attenti e sensibili, noi poliziotti penitenziari, alle difficoltà di tutti i detenuti, indipendentemente dalle condizioni sociali o dalla gravità del reato commesso. Ma che corrono rischi e pericoli ogni giorno, in carcere, a Lucca e nelle altre strutture detentiva campane, per il solo fatto di essere rappresentanti dello Stato che garantiscono sicurezza e per questo pagano anche prezzi altissimi in termini di stress e disagi».
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