Il dolore
Qui è nata la Fanciulla del West
Gran parte del primo atto fu composto dal maestro a Chiatri nel 1910
LUCCA. Inerpicandosi sino alla villa è difficile non restare impressionati dalla bellezza dei luoghi, con paesaggi che cambiano ad ogni curva, proponendo ora una visione sul lago di Massaciuccoli, ora sulla piana lucchese, ora sui monti alle spalle. Lo stesso paesaggio che aveva incantato il maestro (ma non sua moglie Elvira, che non amò mai questi luoghi), al punto di volersi costruire un buen retiro proprio qui. La villa fu fatta costruire da Puccini sulla precedente costruzione, acquistata dal compositore nel 1898, nello stile che tanto piaceva al maestro, con mattoni a vista ed elementi decorativi. Un lavoro non da poco, anche perché non esisteva una strada per arrivare sin quassù, ma solo i muli per poter trasportare tutto il materiale. E a dorso di mulo doveva muoversi lo stesso compositore per raggiungere la sua proprietà, per quasi tutta la vita (solo un anni prima della sua scomparsa verrà realizzata una strada di cui oggi non vi è praticamente più traccia)
Puccini non vi soggiornò a lungo, proprio per l’avversione della moglie a questo luogo considerato troppo solitario (l’abitato di Chiatri, che ancor oggi non è particolarmente popolato, all’epoca era composto da un pugno di case). Qui, però, nel 1910 il maestro compose gran parte del primo atto della “Fanciulla del West”.
L’ultimo soggiorno documentato di Puccini nella villa di Chiatri risale a circa un mese prima della sua morte, avvenuta il 29 novembre del 1924 in una clinica di Bruxelles, dove era ricoverato per farsi curare un tumore alla gola. La casa rimase di proprietà della famiglia Puccini per una ventina di anni, per essere poi venduta.
Durante i periodi di assenza di Puccini da Chiatri (sempre più frequenti e sempre più lunghi, con il passare degli anni) a occuparsi della villa era il custode, Efriam Salvetti, ribattezzato dallo stesso maestro “Frak” (le discendenti hanno aperto un’osteria a San Concordio, chiamata appunto “Le nipoti di Frak”) e non manca la leggenda, quella del fantasma di Frak che, fedele alle consegne di Puccini, ancor oggi veglierebbe sulla villa.
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