Il Tirreno

Lucca

L’arcivescovado accoglie i migranti

di Federica Scintu
L’arcivescovado accoglie i migranti

Nella foresteria della residenza del vescovo hanno trovato ospitalità in sei Sono alloggiati anche in altri immobili della diocesi, fuori e dentro la città

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LUCCA. Il vescovo apre le porte ai profughi. E lo fa in prima persona ospitando sei profughi nella foresteria dell’arcivescovado di piazzale Arrigoni.

Dopo la nota inviata già il 10 agosto nella quale l’arcivescovo Italo Castellani chiedeva ai parroci della lucchesia di «tenersi pronti a rispondere all’emergenza profughi», da circa una settimana fa la diocesi è passata a una fase operativa di accoglienza mettendo a disposizione i primi immobili di proprietà della diocesi.

Così, mentre anche ieri Papa Francesco ha rinnovato via Twitter il suo appello alle parrocchie e alle comunità religiose affinché diano ospitalità a una famiglia di profughi, la diocesi di Lucca - che può vantare 364 parrocchie dislocate in 34 comuni - comincia a fare la sua parte.

Al momento infatti, stando a quanto comunicano dalla Caritas, «in tutto sono 17 le persone ospitate all’interno di tre immobili di proprietà della diocesi che si trovano sul territorio comunale. Altri 27 invece hanno trovato ospitalità nelle strutture della diocesi del Capannorese e in Garfagnana».

Dall’arcivescovado a San Concordio. Oltre alla foresteria adiacente all’appartamento del vescovo infatti, c’è anche un altro immobile di proprietà della diocesi nel quale hanno trovato ospitalità altre sei persone.

Si tratta di un appartamento in via della Rosa, a pochi passi dalla sede dell’arcivescovado. Un terzo immobile è invece stato individuato nella zona di San Concordio.

«Noi da circa una settimana ospitiamo sei profughi nigeriani - dice don Luca Bassetti, parroco di San Concordio - in uno stabile a uso parrocchiale che si trova dietro il campanile della chiesa, in via Guidiccioni. Purtroppo stanno sempre all’interno della struttura perché non gli è concesso di lavorare ma da parte dei parrocchiani non c’è stata alcuna opposizione alla loro presenza qui».

La fase dell’accoglienza però non finisce con l’individuazione di un’immobile, anzi.

«Tanti parroci - spiega Donatella Turri, dirigente della Caritas di Lucca - hanno anche messo a disposizione mobili utili per arredare gli appartamenti, vestiti e altri generi di prima necessità da poter donare ai profughi. Altri hanno donato biciclette e qualsiasi altra cosa fosse giudicata utile a rendere un po’ più sopportabile il dolore e la sofferenza che hanno dovuto soppportare».

Dietro infatti, c’è una macchina della solidarietà complessa gestita anche dalla Caritas stessa e dai volontari del Gvai, che si sono occupati della sistemazione vera e propria dei profughi nei primi immobili messi a disposizione dalla diocesi.

Immobili che si sono aperti, non solo nel territorio comunale ma anche nel resto della Lucchesia dove, nei prossimi giorni ci saranno anche altri arrivi.

Da Colognora a Boveglio. Nel cuore del Capannorese, a Colognora di Compito, sono stati ospitati sette migranti. Una decisione che ha causato non pochi malumori e uno scontro ancora aperto tra Lega Nord e Idv.

Un’altra struttura messa a disposizione dei profughi da parte della diocesi è la canonica della chiesa che si trova all’interno di Sassi, frazione di Molazzana, in Garfagnana. Qui, pochi giorni fa, sono arrivati cinque profughi. Altri quindici poi, sono stati invece ospitati dalla parrocchia di Boveglio, nel comune di Villa Basilica.

«Per quanto riguarda la Lucchesia stiamo lavorando per sistemare anche altri immmobili di proprietà della diocesi - dice Donatella Turri, dirigente della Caritas di Lucca - in modo da essere pronti a fine settembre ad accogliere altri migranti».

In tutto, per ora, i profughi accolti nelle strutture diocesane sono 51 ma tra una ventina di giorni la Caritas conta di garantire un tetto sulla testa ad altre 30 persone.

«Alcuni degli appartamenti della diocesi- dice ancora Donatella Turri - sono vecchi e hanno bisogno di manutenzione. Contiamo però di poter sistemare a breve 5 profughi in una struttura del Capannorese, 10 in due immobili in alta Garfagnana e altri 15 a San Quirico, paese del Pistoiese che fa parte della diocesi di Lucca».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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