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Giribon lascia il centro «Ha perso la sua qualità»

di Barbara Antoni
Cinzia Dianda titolare di Giribon
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Cinzia Dianda titolare di Giribon

Cinzia Dianda racconta i motivi del trasferimento a Borgo Giannotti Intanto nel “salotto buono” c’è gran movimento di negozi e pubblici esercizi

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LUCCA. Dopo sessantacinque anni Giribon, uno dei pochi negozi storici rimasti nel centro storico, lascia il salotto buono, una delle vie più blasonate - via Roma (seconda sede dopo quella di origine in via Fillungo)- e le preferisce Borgo Giannotti, angolo con via Passaglia. Trasloco ponderato, ma alla fine la signora Cinzia Dianda, figlia di Giuseppina Giribon, la fondatrice del negozio di intimo, abbigliamento e moda mare più elegante del centro - non ha avuto dubbi sulla scelta: ha deciso di lasciare (entro fine mese) la sede storica per una più raggiungibile, più a misura di clientela di una qualità come quella del suo negozio.

È uno dei movimenti più eccellenti del commercio lucchese in questo settembre. Molti negozi, alcuni anche noti e con una storia, hanno cambiato sede, altri pensano addirittura di chiudere i battenti .

La signora Cinzia spiega con il sorriso le motivazioni che l’hanno spinta ad abbandonare il centro, ma le sue parole pesano come macigni sugli equilibri che alimentano il commercio nel centro storico di Lucca e lo indirizzano nel corso degli anni.

«Il problema del centro oggi - spiega la signora Cinzia, indaffaratissima tra scaffali che si svuotano con particolare rapidità grazie alla liquidazione in corso e scatoloni di merce da sistemare - è che il livello della qualità è molto calato. Un tempo in via Fillungo potevi trovare di tutto, c’erano negozi di tutte le categorie merceologiche. Oggi i negozi storici sono rimasti in pochi, non c’è più varietà di prodotti ma negozi molto omologati: prima il boom dell’intimo, adesso delle scarpe. Noi abbiamo una clientela per la maggior parte lucchese e al giorno d’oggi, per la vita che la gente fa, venire in centro è diventato difficile, faticoso, specialmente in inverno. Abbiamo deciso di trasferirci per dare un servizio aggiuntivo ai nostri clienti affezionati, quelli che cercano un prodotto del livello che noi offriamo».

La titolare di Giribon non fa polemica sui parcheggi insufficienti per accedere al centro storico. Al contrario, ritiene che «i parcheggi ci sono. È che per venire in centro manca il tempo, in particolare se devi acquistare un prodotto come il nostro».

Se Giribon lascia il quadrilatero d’oro del commercio lucchese c’è chi, come Biagioni, negozio di articoli per la pittura e di cartoleria di alta qualità - lascia il fondo storico in via Fillungo per trasferirsi pochi numeri civici più avanti verso piazza Anfiteatro (al civico 156, nel fondo il cui ultimo inquilino è stato l’abbigliamento di marca Milano). C’è il negozio di abbigliamento per bambini Brums che lascia il fondo in via Veneto per spostarsi in via dell’Arancio, a pochi metri da via Fillungo nel locale fino a poco tempo fa occupato da un elegante negozio di accessori e bigiotteria. E poi c’è il negozio di scarpe Lolita, che invece lascia via Fillungo (il fondo accanto alla profumeria Kiko, ex negozio di scarpe di Marina Chelini, che ha riaperto in piazzetta dei Cocomeri) per spostarsi in via San Paolino, nel fondo occupato fino a qualche anno fa dal negozio di abbigliamento Gerald. Spuntano due temporary outlet (di Marrakesch, gioielli, e di Cerri, camiceria) in via Fillungo. E, non ultimo, il cambiamento sta investendo anche la zona dell’Anfiteatro, dove hanno aperto i battenti nuovi esercizi di ristorazione e, sempre nel comparto alimentare, di vendita di cibi da asporto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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