Il Tirreno

Lucca

Il sindaco pronto a chiedere i danni a Poste Italiane

di Nicola Nucci
Il sindaco pronto a chiedere i danni a Poste Italiane

Per Menesini la chiusura degli uffici doveva essere stoppata dopo la sospensiva ordinata dal Tar della Toscana

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CAPANNORI. Sei uffici postali chiusi in tre anni. La mannaia delle Poste si è abbattuta sul territorio capannorese. Dopo quelli di Ruota e San Gennaro ieri hanno chiuso i battenti anche le unità di San Ginese di Compito, Lappato, Vorno e San Colombano, oltre alla riduzione di orario (da due giorni ad uno) a Matraia. Uffici piccoli e magari considerati “doppioni” dall'azienda, ma anche un importante servizio e presidio sociale per molti cittadini. Disagi in vista per gli utenti, soprattutto le persone più anziane che dovranno fare un giro più lungo per ritirare la pensione o pagare le bollette.

Non ci sta il sindaco Luca Menesini a vedere cancellati gli uffici postali del suo territorio e ha incaricato i legali di completare l'iter del ricorso (i termini scadono il 30 settembre) per valutare anche un'eventuale richiesta dei danni.

Menesini si dice pronto alla battaglia dopo la sentenza del Tar che sospende la chiusura degli uffici perché non concertata con gli enti locali: «Se ci sono gli estremi ci faremo risarcire dei giorni impropri di chiusura. Poste ha scelto la strada burocratica, ovvero lasciate aperti solo gli uffici in Toscana che sono oggetto della sospensiva, quando la sentenza del Tar dà un messaggio chiaro: se si toccano i servizi essenziali, bisogna concordare tempi e modi con i territori interessati. Il nostro Comune non è fra quelli oggetto di sospensiva perché l'iter di consegna pratiche è ancora in corso, ma si tratta di una formalità. Ancora una volta Poste ha perso un'occasione per dimostrare attenzione verso i cittadini e dare un segnale di dialogo».

Per Menesini, infatti, Poste avrebbe potuto stoppare la chiusura di tutti quegli uffici in Toscana che sono a rischio e avviare il percorso di concertazione con sindaci: «Non si può agire con l'accetta quando si parla di servizi alla persona. Poste fa un ragionamento di bilancio, noi di qualità della vita dei cittadini. Questi due aspetti devono trovare una sintesi. E l'aspetto qualità della vita dei cittadini è il più importante».

Menesini aveva anche partecipato alla manifestazione dei sindaci a Firenze. La strada del confronto, tuttavia, è ancora possibile: «Intanto invitiamo di nuovo Poste a sedersi al tavolo con noi, Anci e Uncem per trovare una soluzione in linea con le esigenze dei cittadini e dei territori. I Comuni faranno la loro parte ma Poste deve smetterla di avere un atteggiamento di chiusura verso la nostra voce. Gli uffici postali sono servizi essenziali. Qualsiasi decisione in merito deve essere condivisa e ponderata con il territorio».

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